
Andora. “Il problema numero uno in Italia è la mancanza del lavoro. Dobbiamo puntare sulla crescita aiutando fiscalmente le imprese e creando occupazione”. Franco Floris, sindaco di Andora e presidente nazionale della Commissione Finanza Locale, lancia una proposta decisa e chiara per dare ossigeno all’economia.
“Gli 8100 comuni italiani – spiega Floris – sono gli unici in grado in questo momento di spendere, dando servizi ai cittadini ed appalti per opere pubbliche che permettano alle imprese locali di lavorare. Possiamo così mantenere in vita quelle ancora resistenti realizzando opere urbanistiche, di manutenzione degli acquedotti e di prevenzione ai danni ambientali che sono necessarie. Ci sono ben 11 miliardi spendibili subito se lo Stato deciderà di liberare i comuni dal Patto di Stabilità”.
Il tutto scaturisce dalla costatazione che nell’immediato futuro si profila solo una nuova stangata fiscale per famiglie ed imprese.
“Imu, Tares e nuovi tagli nei trasferimenti saranno le cause della nuova stangata per i cittadini se lo Stato non renderà più autonomi i comuni nella gestione delle entrate – sottolinea Floris -. Oggi abbiamo le mani legate: i comuni non riusciranno ad approvare i propri bilanci e non potranno realizzare qualsiasi forma di aiuto all’economia locale”.
“Non disponiamo di risorse sufficienti per soddisfare le esigenze dello Stato. Dopo l’ultimo taglio dei trasferimenti statali, i comuni non riusciranno ad approvare i bilanci ed è impensabile aumentare la pressione fiscale – dichiara -. Abbiamo sempre chiesto che l’Imu fosse totalmente gestita dai comuni, con proprio regolamento ed a seconda delle esigenze del territorio. Oggi non siamo liberi di farlo. Il gettito Imu va, da quest’anno, ai Comuni, ma è una vera e propria presa in giro perché non possiamo incassare meno dello scorso anno. In più, proprio in questo delicato periodo di crisi, lo Stato tiene per sé la riscossione dell’Imu sulla categorie D, fissando per tutti l’aliquota al 7,6 per mille, impendendo ai comuni di attuare delle iniziative di agevolazione alle imprese in un momento così delicato per l’economia”.
“Ad Andora, ad esempio – rimarca Floris -, avevano fissato per gli alberghi l’aliquota al 4,6 per mille per dare un aiuto alle attività turistiche. Inoltre, il Patto di Stabilità impedisce ai comuni che hanno liquidità di investire in opere pubbliche, utili alla collettività e che danno lavoro alle imprese. Sono immobilizzati qualcosa come venti miliardi di euro di cui undici spendibili subito. Ossigeno per l’economia e veri investimenti per il futuro: un euro speso oggi, ad esempio, in prevenzione e messa in sicurezza del territorio vuol dire non spenderne 10 in futuro”.
Doloroso anche il capitolo Tares, la nuova tassa che andrà da quest’anno a sostituire la Tassa Rifiuti Solidi Urbani. “Lo Stato impone un aggravio a suo favore di ben 30 centesimi al metro quadrato – spiega il sindaco di Andora –. Non è difficile comprendere che impatto possa avere per le famiglie e per le imprese che non possono assolutamente sostenere questa pressione fiscale”.
Da Andora arrivano ulteriori proposte concrete. “Lo Stato deve concedere ai comuni la gestione totale dell’Imu in modo che ogni ente possa decidere autonomamente le proprie aliquote in base alle esigenze locali. Via il Patto di Stabilità per i comuni fra i mille ed cinquemila abitanti che – conclude Floris -, con pochi dipendenti, non riescono a gestirlo”.