
Andora. In questo fine settimana tante partite non sono state portate a termine sui campi liguri, a causa del maltempo. Anche al Gaetano Scirea di Andora l’incontro tra i padroni di casa e il Don Bosco Vallecrosia, valido per il girone A di Prima Categoria, è terminato in anticipo. Il motivo della sospensione, però, non è legato alla pioggia o ad altri fattori meteorologici, bensì ad una rissa che si è accesa sul rettangolo di gioco.
A raccontare quanto è successo è il direttore sportivo dell’Andora, Sergio Bogliolo. “Oggi, purtroppo, è accaduto ciò che vorremmo non succedesse mai sui campi di calcio – dichiara -. Sul finale della gara c’è stato uno scontro di gioco tra uno dei nostri giocatori e un avversario. I due si sono scambiati una serie di reciproche scorrettezze che l’arbitro non ha punito, forse perché non le ha viste. A quel punto, uno dei loro giocatori ha deciso di ‘vendicare’ il compagno e ha dato un colpo ad uno dei nostri, sotto gli occhi del direttore di gara, che lo ha espulso”.
Mancavano una decina di minuti al termine e l’Andora stava vincendo 2 a 1, grazie ad un gol per tempo, segnati da Scarrone e Serrami. “L’episodio – prosegue Bogliolo – ha scatenato il finimondo. Loro non hanno accettato l’espulsione e si è acceso un parapiglia cui, inevitabilmente, hanno preso parte anche i componenti delle due panchine”.
Uno dei giocatori del Don Bosco Vallecrosia ha riportato una contusione ed è stato trasportato in ospedale. Per lui nulla di grave, infatti è già stato dimesso. La situazione, complice anche l’intervento dei carabinieri, sembrava essere tornata sotto controllo e l’arbitro aveva intenzione di proseguire, facendo giocare i dieci minuti conclusivi. Gli ospiti, però, hanno deciso di rimanere negli spogliatoi, sostenendo di non sentirsi più sicuri. Il direttore di gara, la giovane Doriana Murru della sezione di Genova, così, ha sospeso il match.
A questo punto la palla passa al giudice sportivo che, sentito l’arbitro, dovrà decidere se omologare il risultato al momento della sospensione oppure se accogliere le ragioni addotte dagli ospiti.
“Mi aspetto che tutto venga giudicato per quello che è successo – afferma il d.s. andorese -. Se qualcuno di noi ha delle responsabilità è giusto che paghi. Ma mi pare ingiusto che si parli di non giocare per questioni di assenza di sicurezza. Mi auguro una sentenza equa e giusta, dovrà pagare solamente chi ha sbagliato”.