
Andora. E’ stato rinviato a giudizio B.P., trentenne albanese, accusato di omicidio colposo per l’incidente in cui perse la vita Vanessa Schubert, bavarese residente nel ponente, nella notte tra il 20 ed il 21 luglio del 2011. Il provvedimento è stato siglato dal gup Donatella Aschero.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna e l’uomo tornavano da una serata trascorsa con amici in un ristorante. All’altezza della rotonda autostradale in località Molino Nuovo, ad Andora, l’auto era uscita di strada precipitando in un terreno agricolo, dove si era ribaltata ripetutamente prima di fermarsi a circa cento metri dal punto dell’impatto. La donna era deceduta sul colpo, mentre P.B. era rimasto ferito lievemente. A provocare lo schianto, secondo gli investigatori, era stata l’alta velocità.
In un primo momento sembrava che al volante della vettura (una Alfa Romeo 166) ci fosse proprio la vittima, ma gli accertamenti dei carabinieri avrebbero detto il contrario. Da qui l’accusa mossa nei confronti di P.B. che, tra l’altro, ha negato di essere stato alla guida quella sera. Il trentenne infatti ha sempre dichiarato di essere stato seduto sul sedile del passeggero. Una versione che però è stata smentita da una perizia medico legale e anche da alcune testimonianze dei soccorritori intervenuti quella notte. I figli della donna (assistiti dall’avvocato Marco Fazio), l’ex marito ed il patrigno si sono costituiti tutti come parti civili.