
Alassio. E’ una vera e propria emergenza quella che si profila per i Comuni dove opera la ditta Aimeri, attanagliata da una parte dai dipendenti, che chiedono gli stipendi arretrati, e dall’altra dalle procedure di sfratto per morosità. Stamane l’ufficiale giudiziario ha apposto i sigilli al deposito alassino in zona Sant’Ambrogio, utilizzato come nodo logistico per le operazioni di igiene cittadina.
Ma non è tutto. Si prevede un’altra esecuzione, il 20 marzo prossimo, nell’area di Lusignano d’Albenga in regione Parase. Anche qui sfratto per inadempienza. Nella città del Muretto, intanto, il commissario prefettizio Ceccarelli si appresta ad emettere un’ordinanza per intimare alla ditta la prosecuzione delle attività e delle opere di pulizia. Operazioni che però sarà difficile garantire con depositi e sedi sotto sigilli.
Stessa situazione più a ponente: anche a Sanremo l’ufficiale giudiziario darà esecuzione allo sfratto per morosità, decretato dal giudice Andrea Canciani, nei prossimi giorni nella sede di via Privata del Sole. La problematica Aimeri Ambiente, quindi, sembra tornare a precipitare dopo le iniziali rassicurazioni sul pagamento degli stipendi agli operai.
Lo sciopero dei dipendenti proclamato da Fp Cgil, Fit Cisl, Uilt e Fiadel è confermato. La decisione era stata presa a seguito del mancato accordo dopo l’apertura della procedura amministrativa di conciliazione, avviata il 22 febbraio con l’azienda. Ma con le esecuzioni di sfratto il quadro si fa ancora più nero.