
Savona. Stalking e violenza sessuale. Erano queste le accuse di cui doveva rispondere un quarantaquattrenne italiano, ma nato in Germania, C.L., che era stato denunciato dalla donna con la quale aveva avuto una relazione. I fatti risalgono al 2009 quando la storia tra i due, lei era sposata, si era interrotta: l’imputato non accettava la fine del rapporto e, questa l’accusa, aveva iniziato a tempestare la donnna di sms, telefonate, arrivando anche a pedinarla e minacciarla.
Visto questo atteggiamento lei lo aveva denunciato per stalking e, dalla Valbormida dove abitava, si era anche trasferita in Riviera nella casa dei genitori per sfuggire alle attenzioni morbose dell’uomo. Un tentativo che si era rivelato inutile visto che alla fine C.L. (assistito dagli avvocati Abbondio Causa e Roberto Nasuti) l’aveva rintracciata. Secondo la denuncia della donna, dopo insistite richieste, lei aveva accettato di vedere il quarantaquattrenne per un chiarimento e lo aveva incontrato in un luogo isolato. In quell’occasione C.L. l’avrebbe costretta ad avere un rapporto sessuale. Di qui la seconda denuncia che ha poi portato al rinvio a giudizio dell’uomo.
Questa mattina in tribunale il processo, che vedeva la donna come parte civile con l’assistenza dell’avvocato Luciano Chiarenza, si è conlcuso con l’assoluzione per la violenza sessuale e una condanna a nove mesi di reclusione e sei mila euro di risarcimento alla donna per lo stalking (il pm aveva chiesto oltre sette anni di condanna per entrambi i reati contestati).