
Varazze. Furto dei soldi delle offerte del convento dei Padri Domenicani di Varazze: il cinquantaduenne Santo Gianesini, che era finito in manette il 30 gennaio scorso, condannato a quattro anni di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale e furto aggravato. L’uomo, che era difeso dall’avvocato savonese Alfonso Ferrara in sostituzione della collega torinese Sabrina Panagin, però ieri mattina non era in aula: dopo la prima udienza del processo per direttissima infatti era stato scarcerato con l’obbligo di firma, ma appena lasciato il tribunale ha fatto perdere le proprie tracce.
Gianesini, senza fissa dimora ed originario di Biella, non si è quindi mai presentato in caserma a firmare, ma è sparito. Nell’udienza di ieri è anche emerso che il cinquantenne ha una lunga serie di precedenti per rapina, lesioni e tentata violenza sessuale (nel 2009 era stato arrestato e condannato a 4 anni e 6 mesi, finiti di scontare nel maggio 2012 per aver rapinato e ferito un disabile ad Asti e prima, alla fine degli anni ’90, condannato a tre anni per aver tentato di violentare una donna nella sala d’attesa della stazione di Racconigi) e risulta anche che fosse in libertà vigilata.
Sul furto di Varazze (aveva rubato diverse migliaia di euro dal convento) è emerso che una parte dei soldi sono stati spesi dall’uomo con una prostituta. Proprio la scappatella a sfondo erotico di Gianesini ha finito per tradirlo: nel telefonino che gli è stato seequestrato infatti c’era la registrazione di una telefonata con una escort nella quale lui si vanta di aver rubato dei soldi e di essere in possesso delle chiavi del convento.