Varazze. Corteo di lavoratori e rappresentanze sindacali oggi a Varazze per i cantieri navali ex Baglietto. Il gruppo si è spostato in municipio, incontrando il sindaco Giovanni Delfino e l’assessore all’urbanistica Gerolamo Carletto. Sempre più insistente serpeggia la preoccupazione tra le maestranze in cassa integrazione, mentre l’imbarcazione da 46 metri di Frey rimane bloccata nel passaggio dalla Spezia al sito varazzino.
Dopo tre anni di tira e molla, due protocolli di intesa, due ipotesi di accordo sindacale e una determina dirigenziale del Comune sulla destinazione delle aree che non hanno portato alla ripresa produttiva del sito, i lavoratori chiedono con urgenza una via d’uscita. “Passa il tempo e la situazione peggiora – sottolineano – Dopo la Darsena, adesso il problema è il piazzale che con una determina il Comune ha assegnato ad Azimut; perciò vediamo sempre di più passare l’area ad Azimut mentre i lavoratori non seguono il cantiere. Il liquidatore e Frey dicono di non sentirsi sicuri in queste condizioni per fare arrivare qui la barca. Quindi al momento quel carico di lavoro non esiste”.
“Chiediamo al Comune di non completare l’assegnazione del piazzale, perché se ciò avviene i lavoratori si troverebbero non più in un cantiere, ma in una scatola vuota, e sarebbe la brutta fine di questa storia – proseguono i sindacati – Chiediamo che tutte le parti in causa siano chiamate intorno ad un tavolo, dichiarando realmente le proprie intenzioni. Il cantiere, volendo, riapre domattina: è stato un delitto chiuderlo lo scorso agosto perché c’è ancora attività da fare. Basta con i protocolli e le promesse: non si può usare il futuro. Se non si ferma immediatamente l’assegnazione e se non si chiarisce la trattativa tra procedura Galantina e Azimut di Vitelli, Varazze perderà il cantiere”.
Così il primo cittadino Delfino: “Purtroppo la situazione è ingarbugliata. La Darsena secondo la convenzione, in assenza di attività cantieristica, è stata data dal tribunale a Vitelli. Se Galantini ha i capannoni e Vitelli la Darsena, un accordo è necessario. Da mesi e mesi ci sono le trattative. Senza questa intesa non ci sarà ripresa dell’attività. La Regione deve obbligare i due contendenti a raggiungere una soluzione ai sensi del protocollo d’intesa che si era siglato”.
“Bisogna precisare bene – spiega l’assessore Gerolamo Carletto – Le lavorazioni su questa imbarcazione non vengono fatte sul piazzale anti-Darsena, ma all’interno dei volumi dei cantieri che sono sino al febbraio del 1014 in capo ai Baglietto e dunque al commissario liquidatore, perché c’è un contratto con il demanio. Se la barca è più lunga e leggermente esce dal cantiere, siamo disponibile a stralciare quell’area e annetterla alla concesssione demaniale”.
“Quindi dipende essenzialmente da Galantini. Rimane aperta l’opzione Azimut, ma il sì definitivo si vedrà con l’esito dell’ultimo ricorso dei Baglietto alla Cassazione. I tempi secondo me non saranno brevi. Per fortuna per la procedura c’è la possibilità di veder annullata la sentenza del Tar e quella del Consiglio di Stato che avevano riaffidato la Darsena ad Azimut” conclude l’assessore Carletto.