
Ponente. Il consigliere regionale Marco Melgrati deposita un’interrogazione urgente per conoscere il destino del Centro di Salute Mentale di Finale. Spiega il capogruppo del Pdl: “La nuova sede prospettata per il CSM, Villa Frascaroli, all’interno dell’ospedale Santa Corona, oltre ad essere stata utilizzata fino ad ora per la degenza di pazienti psichiatrici gravi da riabilitare, sembrerebbe inadatta per motivi strutturali e architettonici ad accogliere un CSM. E’ su due piani con una scala interna ripida, ha un accesso extra ospedaliero che non garantisce la privacy, rappresentato da un’altra scala esterna che costituisce una vera e propria barriera architettonica, ha spazi angusti, del tutto insufficienti ad ospitare l’attuale equipe ed il flusso costante di pazienti. Dal punto di vista architettonico è difficile che possa soddisfare i criteri di spazio, sicurezza e di accessibilità che un servizio del genere deve necessariamente avere per essere accreditato. E’ vero che la sede di Finale Ligure ha bisogno di un adeguamento che la renda accreditabile, ma si tratta di lavori a basso profilo e di costo limitato” sottolinea Melgrati
Pare si stia procedendo da parte della dirigenza del dipartimento di psichiatria ad un incalzante progetto di trasferimento. Appunto a Villa Frascaroli, ovvero all’interno dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. “Ma – afferma Melgrati – un servizio territoriale all’interno di un ospedale non è una contraddizione, oltretutto in una sede inidonea e fortemente connotata nel sentire comune come ‘la villetta dei matti’? Certo che lo è, e configura la creazione, ovviamente venduta come ‘soluzione economica’ o ‘comoda’, di una dimensione chiaramente manicomiale, ponendo all’interno delle mura ospedaliere l’intera filiera del l’assistenza psichiatrica. Tutto questo alla faccia della legge 180, e di chi, in questi anni, si è rivolto al nostro CSM per forme di sofferenza psichica più sfumate, ibridate con aspetti di disagio socio-familiare, bisognose di una mediazione che i servizi consultoriali stentano sempre di più a fornire”.
“Questo disegno è sia scellerato per l’utenza, sia di prospettiva insidiosa per il personale. In sostanza, chi ha a cuore il presente e il prossimo futuro dell’assistenza psichiatrica deve essere informato e consapevole di come questo trasferimento avrà effetti negativi a 360 gradi, ponendo le lancette dell’orologio delle cure psichiatriche indietro di parecchi decenni” conclude il consigliere Melgrati.