
Albenga. Il sindaco di Albenga, Rosy Guarnieri, interviene sulle polemiche relative al problema sicurezza in piazza del Popolo, rilanciata da parte dei commercianti e residenti della zona. Dall’accoltellamento tra due extracomunitari del 28 gennaio scorso a episodi meno gravi, resta il fatto che questa zona, centralissima, resta una porzione “calda” della città. Tanto da far sì che la giunta, pochi giorni fa, decidesse di rinnovare l’ordinanza che limita l’orario di apertura dei negozi attorno alla piazza.
Qualcuno, come il consigliere di “E’ Albenga” Alberto Passino, ha proposto qui un presidio permanente di forze dell’ordine che, però, il primo cittadino ingauno boccia.
“La proposta di Passino, di ripetere l’esperienza di Piazza del Popolo a Savona, non mi pare possa rivelarsi efficace, anche considerati i risultati ottenuti altrove – dice Guarnieri – Non si dev’essere accorto, il consigliere, che da qualche tempo, su richiesta dell’amministrazione, è presente un presidio pressoché fisso e continuo con pattuglia dotata di autoveicolo, pronta a intervenire, efficace quanto – se non più, considerarsi l’impegno previsto e la necessità di intervenire tempestivamente – un presidio con sede h 24″.
“Per dimostrare ciò, basta descrivere la giornata tipo della Polizia Municipale di Albenga, prendendo ad esempio ieri: al mattino, un extracomunitario noto a tutte le forze dell’ordine, senza fissa dimora, clandestino, nel bisogno di trasferirsi da un punto all’altro della città ha deciso di derubare un’altra persona di una bicicletta. La Municipale interviene prontamente, gli sottrae la refurtiva, questi risponde con un reazione violenta e viene portato in caserma: la pattuglia intervenuta ha dovuto così dedicare molte ore per il verbale, l’arresto, la conferma di fermo e tutte le pratiche del caso, rendendosi così indisponibile per eventuali altri interventi. Prendendo in considerazione ciò che avviene altrove, il furto di una bicicletta dovrebbe rappresentare un episodio di scarso interesse e di minima entità, ma le forze dell’ordine intervengono sempre”.
“Nel pomeriggio, uno zio e un nipote non domiciliati ad Albenga, che un mese fa hanno avuto una accesa discussione familiare non conclusasi, si incontrano per caso in Piazza del Popolo e iniziano a litigare, tentando di dare fine al loro conflitto familiare – continua il sindaco – I vigili presenti per il presidio in piazza intervengono, subendo il comportamento violento dei due soggetto, che non ritenevano opportuno dividersi. Dunque, per due persone che litigano non si può configurare il reato di rissa: fermati, portati alla caserma dei CC, nessuno dei due ha inteso sporgere denuncia. Quindi, in conclusione, ore e ore perse per stare dietro a loro. Nulla di fatto, in conclusione. Ieri sera, alle 22.00, i Vigili erano ancora in caserma per gli atti e le pratiche conseguenti”.
“Questi sono i fatti di microcriminalità che sono accaduti sul territorio cittadino: per un agente delle forze dell’ordine, un giorno di ordinaria amministrazione. È bene però che la gente sappia che, contrariamente a quanto avveniva in passato e a quanto garantito dal Pacchetto Sicurezza promosso dal Ministro Maroni a Sindaci e Forze di Polizia, oggi una direttiva europea definisce ‘non più reato’ lo stato di clandestinità in tutta Europa. Un altro colpo per le forze dell’ordine, che già lavoravano in uno stato di disagio, che a seguito degli arresti da loro effettuati vedono che le pene sono sempre non corrispondenti all’effettivo danno che chi perpetra questi atti dà alla città: oggi si trovano purtroppo ad elemosinare posti nei CIE a cui avviare i soliti clandestini che da anni disturbano la città e i cittadini”.
“Tra ‘pulisci carceri’, direttive iper-garantiste che tutelano più i delinquenti che gli onesti, sentenze non adeguate, la situazione di percezione di insicurezza è tale che potrebbe far scaturire un pericoloso ‘fai da te’ nella giustizia. Ci auguriamo che tutti, soprattutto i giovani, usino il buon senso e continuino e continuare a sperare nella giustizia, con l’auspicio che possa essere più ferma, e che le sentenze siano più decisive e che producano maggiori effetti” conclude Rosy Guarnieri.