“Nella nostra provincia occorre lanciare una proposta chiara e articolata rispetto al modello di sviluppo da seguire. SEL vede negli attuali piani di sviluppo, troppo vincolati a vecchie interpretazioni una limitazione alle potenzialità del territorio in cui viviamo. Riteniamo che insistere su un futuro legato esclusivamente a portualità, logistica e carbone sia sbagliato e controproducente.
Sbagliato perché propone pensati impatti sull’ambiente, riducendo la qualità della vita di tutti noi, controproducente perché vincola a un singolo modello, lasciando la zona incapace di reagire a un’eventuale crisi del sistema e precludendo lo sviluppo di altre possibilità di sviluppo su percorsi differenti.
Abbiamo il dovere di scegliere delle priorità, puntando su scelte razionalmente praticabili e sostenibili, che pongano fine allo stillicidio d’imprese e società, obbligate a cessare l’attività o a ricorrere ad ammortizzatori sociali per i lavoratori.
All’interno di un disegno programmatico complessivo, dobbiamo affiancare alla difesa delle attività produttive esistenti il pieno recupero e la valorizzazione delle aree produttive dismesse , attraverso bonifiche integrale e di riassetto idrogeologico.: non è possibile pensare che le aree produttive di Vado Ligure abbandonate abbiano come unica alternativa lo sfruttamento a scopo residenziale o commerciale.
Riteniamo che occorra investire sulla polivalenza e polisettorialità del nostro territorio, puntando su scelte innovatice che prevedano un basso consumo di territorio e risorse ambientali e un alto investimento in termini di conoscenza, competenza e qualità. L’agricolutra, il turismo e la piccola e media impresa devono essere parte di un unico modello articolato.
La filiera che unisce i produttori ai fornitori di servizi deve essere potenziata e integrata in un unico modello di alta qualità in grado di favorire circoli virtuosi di relazione e accrescimento, nell’ambito del turismo non solo stagionale e non solo limitato alla costa, per valorizzare le potenzialità agricole nell’albenganese puntando sulla coltura intensiva, sulla qualità e sul marchio, e sull’abbattimento dei costi energetici, per far crescere una piccola e media impresa che metta a frutto le innovazioni elaborate nei centri di ricerca.
Stiamo per affrontare un periodo di complesse scelte, che scriveranno il futuro della nostra società e del nostro territorio: SEL non intende essere uno spettatore passivo di fronte alle scelte di altri e alle influenze di lobby e gruppi di potere ma vuole porsi ai cittadini come strumento che amplifichi la loro voce e lotti per il miglioramento della qualità della loro vita, non solo professionale. Pensiamo che ci possa essere un futuro basato su criteri di sostenibilità, di eticità e di rispetto, senza che questi elementi distruggano la competitività del territorio: sappiamo che c’è una Liguria migliore e vogliamo darle la possibilità di farsi conoscere”.
Nicola Isetta – candidato SEL Camera dei Deputati
Elvio Tarditi – coordinatore federale SEL