
Savona. Il 4 febbraio a Savona si è svolta una iniziativa pubblica dal titolo “Scuola: la solita Cenerentola?” promossa dallo Snals, alla quale hanno aderito anche i sindacati della Scuola di Cgil e Cisl.
L’incontro, organizzato dal segretario dello Snals, Enzo Sabatini, ha messo a confronto i candidati dei diversi partiti sui temi della condizione degli insegnati e sulla pesante situazione nella quale vive il sistema scolastico. Ha partecipato tra gli altri Anna Giacobbe, del Partito Democratico, che ha presentato le proposte del Pd sull’istruzione e formazione.
“Il Pd ha contrastato negli anni scorsi i tagli del governo Berlusconi (8 miliardi di euro e 132000 posti di lavoro) – ha detto Giacobbe – Anche la visione di ‘scuola selettiva e competitiva’ del Governo Monti non è adeguata a ricostruire la ‘buona scuola’ di cui ha bisogno l’Italia. Occorre rimettere l’istruzione al primo posto per rilanciare la crescita e garantire a tutti condizioni di uguaglianza”.
Due milioni di giovani trai 15 e i 24 anni non studiano e non lavorano, il tasso di abbandono scolastico è quasi del 19 %; nei paesi Ocse la media degli investimenti in istruzione è del 5,7% del Pil, in Italia solo del 4,5%.
“Gli obiettivi del Pd sono di portare gradualmente questa percentuale al 6% e dimezzare la dispersione scolastica – continua Giacobbe – La scuola deve essere oggetto di attenzione e considerazione, devono tornare ad essere importanti per chi governa le proposte su modelli organizzativi e scelte didattico-pedagogiche e la scuola ha bisogno non di continui interventi scoordinati e di tagli, ma di certezze, stabilità e fiducia”.
Quanto alla condizione degli insegnanti “devono essere stabilizzati i precari che stanno lavorando su posti vacanti, il personale della scuola ha diritto a rinnovare i contratti; l’autonomia scolastica va rilanciata anche utilizzando la contrattazione decentrata”.
“E’ essenziale inoltre riprendere gli investimenti per mettere in sicurezza e adeguare gli edifici scolastici, sbloccando risorse degli enti locali oggi ferme per il patto di stabilità interna. E poi, la modernità non si misura solo dalle dotazioni informatiche, mentre i ragazzi stanno al freddo o devono portarsi da casa la carta per le fotocopie e la carta igienica” conclude Giacobbe.