
Loano. Usura ed estorsione a danno di un’albergatrice di Loano. Era questa l’accusa della quale doveva rispondere davanti al Collegio del Tribunale di Savona un cinquantasettenne originario di Messina ma residente a Borghetto, Domenico Micalizzi, che per quella vicenda stamattina è stato condannato a sette anni di reclusione (il pm aveva chiesto 11 anni di reclusione e 3000 euro di multa, ma i giudici hanno optato per non applicare le aggravanti e la recidiva).
Tutto era iniziato nel luglio 2008 quando un’albergatrice di Loano, titolare di una struttura cittadina, che era in difficoltà economiche per riuscire a finanziare la sua attività imporenditoriale aveva chiesto ed ottenuto da Micalizzi un prestito di 60 mila euro. Secondo quanto accertato dalla Procura l’uomo in cambio si sarebbe fatto promettere in cambio la restituzione di 72 mila euro da pagare entro un mese, un importo con interesse usurario pari al 20% mensile. Cifra che l’imprenditrice non era riuscita a restituire e che aveva portato il cinquntenne, il 18 febbraio 2009, a farsi promtettere la restituzione di una somma ancora poiù alta, 100 mila euro. Per convincere la donna a pagare l’aveva anche minacciata di mettere all’incasso cinque assegni, per un totale di 81200 euro, rilasciati dalla vittima dell’estorsione a garanzia del prestito.
L’albergatrice però non era riuscita a far fronte alle richieste e, di conseguenza, Micalizzi aveva chiesto ed ottenuto l’emissione di un decreto ingiuntivo sulla base di tre assegni rilasciati dalla vittima a garanzia del prestito. Davanti al decreto ingiuntivo che le imponeva di pagare 67200 euro la figlia della donna aveva deciso di rivolgersi alla polizia per denunciare la situazione. Da lì era partita l’inchiesta che, dopo una serie di intercettazioni e pedinamenti, aveva portato al sequestro dei titoli ed all’arresto di Micalizzi.