Ancora una volta i Sindaci del Comprensorio apprendono dalle pagine dei giornali notizie che evidenziano a carattere cubitali il difficile momento che l’ Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure sta attraversando per le ormai note vicende legate alla scarsità di risorse, ciononostante la mia richiesta di alcuni mesi fa di chiedere al Sindaco di Pietra Ligure, Comune di riferimento in quanto sede del nosocomio, di istituire una commissione dei Sindaci del Comprensorio, per poter guardare dal vetro cosa accadeva. Richiesta disattesa.
I fatti che si leggono e che, inspiegabilmente, non si ritrovano chiaramente nelle affermazioni degli emigranti, come principale causa della scelta, ma predomina il riferimento alla crisi ambientale che poco alla volta va sempre più ingenerandosi, e ciò è quello che più preoccupa. Oggi scappano solo quelli che possono, come un tempo fecero i Signori rispetto alle bombe e alle epurazioni, o i Ricchi rispetto alle crisi finanziarie. Sul terreno di battaglia rimangono i poveri, i lavoratori e quelli che non possono andare altrove.
Dalle stesse pagine apprendiamo anche delle attività dei politici e amministratori regionali e delle loro affermazioni. Di coloro che hanno compiti di governance su l’incapacità di incidere efficacemente, quasi che paiono risultare estranei alle vicende che si vanno concretizzando. Gli altri, timidamente fermi, stretti nel comprensibile dilemma del conflitto territoriale. Quasi che per tutti questi, l’assenza del vincolo di rappresentanza propria del politico nazionale, abbia a valere anche per loro. Quelli del Levante, i Genovesi, gli stessi Imperiesi hanno dimostrato che questo vincolo non sussiste interessandosi pressochè esclusivamente dei loro territori di elezione e quindi perchè qui, il dover restare totalmente orfani?
Oggi, vediamo i nostri concittadini domandarsi che fine farà il contesto sanitario locale, non quindi solo l’Ospedale, dal momento in cui la regia per il passaggio ad una medicina maggiormente portata sul territorio, sembra non esserci, o almeno non se ne vedono gli effetti e non se ne avvertono tuttora i metodi applicativi.
Non stiamo forse assistendo, già rassegnati, al disfacimento e alla mobilitazione indotta della struttura sanitaria del nostro territorio, che poco alla volta giungerà al punto di non ritorno. Vi sono molte responsabilità nei silenzi, soprattutto nell’acquiescienza, di cui solo il tempo ci darà contezza.
Ivano Rozzi
Sindaco di Giustenice