
Boissano/Cairo M. Il reato è odioso e, soprattutto, dalle conseguenze imprevedibili. Ladri che entrano in piena notte nelle abitazioni, mentre gli inquilini dormono, e che arraffano tutto ciò che possono nella speranza che non si svegli nessuno. Ed è meglio che vada così: perché un’eventuale reazione dei derubati potrebbe anche far precipitare la situazione, soprattutto se si tratta di criminali pronti a tutto pur di portare a termine la propria impresa.
I quattro albanesi arrestati dai carabinieri di Albenga sono giovanissimi e dal curriculum criminale praticamente in bianco. Seppur incensurati, però, hanno dimostrato di prendere sul serio il loro debutto da delinquenti con quattro furti in abitazione messi a segno tra Cairo Montenotte e Boissano. Senza contare che i colpi potrebbero essere anche molti di più.
“Abbiamo deciso di diffondere le fotografie a fini investigativi proprio per dare la possibilità a chi li riconoscesse come responsabili di altri reati di rivolgersi in caserma” dice il capitano Sandro Colongo, comandante della Compagnia dei carabinieri di Albenga.
Si tratta di Ndue Nikolli, 22enne albanese residente in via Mignone a Savona e in regola con il permesso di soggiorno e di Ergest Besimaj, 24 anni, Pole Hoxhaj, 20 anni e Mandi Hoxhaj, 27 anni, questi ultimi irregolari e tutti incensurati.
Il loro modus operandi era un grande classico dei topi di appartamento, soliti nel forzare le porte di ingresso (facendo un foro nella serratura e inserendo una sorta di “estrattore” che, a mo’ di “cavatappi”, estrae praticamente il tutto), entrare nelle case (sono state colpite villette, e non appartamenti di condomini decisamente più affollati) e, mentre gli inquilini dormivano, sottrarre contanti e preziosi. Solo in un caso il proprietario di un’abitazione si è svegliato, ma solo dopo aver sentito il rombo del motore della sua auto con a bordo i 4 che fuggivano con la refurtiva.
Ed è stato proprio il vizio di rubare anche le auto dei malcapitati (sottratte dopo aver trovato le relative chiavi nelle abitazioni saccheggiate) a farli cadere nella rete dei militari dell’Arma. La banda di albanesi, infatti, aveva sottratto un’Audi nel corso del primo furto a Cairo Montenotte (che risale al novembre scorso), macchina che è stata poi rinvenuta a Boissano, altra località presa di mira dai 4.
Le tracce rinvenute sull’Audi hanno portato all’identificazione degli ormai “ex-ignoti” che ieri sono stati arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’autorità giudiziaria di Savona.
Sembra che la banda, che era solita fare sopralluoghi accurati prima di colpire, fosse intenzionata a portare a termine altre imprese simili e, probabilmente, i furti che si possono addebitare agli albanesi fermati sono molti di più. I quattro erano in Italia da circa un anno e uno di essi – quello regolare sul territorio nazionale – svolgeva saltuariamente alcuni lavoretti nell’edilizia. Poi, evidentemente, si è convinto a dedicarsi a “lavori” più redditizi.
In tutto, considerando anche il valore delle auto, i 4 avevano sottratto un bottino di circa 40 mila euro. L’operazione è stata ribattezzata “Il Faro” dal nome di un locale del Savonese in cui i 4 solevano ritrovarsi.