
Varazze. Il 18 settembre scorso era stato bloccato dalla Guardia di Finanza all’Autogrill di Varazze con un chilo di cocaina. Per un cinquantaseienne savonese, Fulvio Saettone, ex operaio dell’Enel, era così scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Questa mattina l’uomo, davanti al giudice Marco Canepa, ha scelto di patteggiare ed è stato condannato a tre tre anni, un mese e dieci giorni di reclusione e 12 mila euro di multa.
L’uomo, che era difeso dall’avvocato Carlo Risso, già durante l’interrogatorio davanti al gip si era difeso spiegando di essere solo un corriere: “Quella droga dovevo solo trasportarla in Riviera” aveva precisato Saettone. Il cinquantaseienne aveva ammesso di essere un assuntore di stupefacente, ma aveva negato con forza di essere coinvolto in un giro di spaccio: “Quella droga l’avevo ritirata a Milano e avevo il compito di trasportarla qui in Riviera. Dovevo solo nasconderla nel posto concordato dove poi qualcuno l’avrebbe ripresa. In cambio mi avevano promesso una cinquantina di grammi di cocaina”.
Una tesi che era stata sostenuta anche dal legale di Saettone: “Il mio assistito non era coinvolto in giri di spaccio ed era la prima volta che faceva una cosa del genere”. Secondo quanto accertato dagli inquirenti i pusher che avrebbero dovuto recuperare la droga arrivavano da Milano. Il ruolo di Saettone sarebbe stato dunque solo quello di trasportare il carico con un mezzo “pulito” fino a destinazione.
Il cinquantaseienne era stato bloccato da una pattuglia di finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria che era impeganta in un altro servizio, ma si era insospettita per l’atteggiamento dell’uomo. Saettone infatti aveva parcheggiato l’auto in una zona isolata dell’area di servizio, poi aveva infilato un pacchetto sotto il giubbotto ed infine si era diretto verso l’accesso pedonale dell’Autogrill. A quel punto si era infilato nel bosco e quando i militari gli avevano chiesto di fermarsi aveva cercato di scappare. La fuga però era durata poco perché gli uomini delle Fiamme Gialle erano riusciti a bloccarlo. Perquisendolo i finanzieri avevano trovato il pacco con un chilo di polvere bianca e per lui era così scattato l’arresto. Lo stupefacente sequestrato, una volta tagliato e suddiviso in dosi, avrebbe potuto fruttare più di 300 mila euro. Dall’arresto di Saettone aveva poi preso le mosse l’indagine sul giro di spaccio che aveva portato all’arresto dell’imprenditore Leonardo Paradiso.