
Varazze. “Il Comune, assegnando il piazzale alla Azimut-Benetti, si è assunto una gravosa responsabilità. Ci troviamo infatti nella situazione in cui due terzi del cantiere sono passati ad una nuova impresa senza che i lavoratori seguissero le aree. Oggi siamo quindi dipendenti di una realtà che, da cantiere con una darsena, un piazzale e dei capannoni, si è ridotta ai soli capannoni”. L’assemblea sindacale, Rsu e lavoratori, dei cantieri ex Baglietto di Varazze non usa mezzi termini per criticare la scelta del Comune di assegnare il piazzale ad Azimut.
“In questo scenario ad altissimo rischio per i posti di lavoro, è necessario che il Comune e le Istituzioni fermino qualsiasi deliberazione che possa destabilizzare la già precaria situazione. Prima di ogni ulteriore azione è necessario definire percorsi che garantiscano, in ogni caso, il passaggio non traumatico dei lavoratori da una realtà all’altra oltre ad assicurare tutti gli ammortizzatori sociali necessari a gestire le fasi successive al passaggio, senza privare i lavoratori di una fonte di sostentamento” proseguono dalla Rsu.
“Ribadiamo che la decisione della procedura di chiudere il cantiere ad Agosto ha danneggiato pesantemente sia i lavoratori che la procedura stessa, spalancando le porte a soluzioni alternative che mettono a rischio la continuità lavorativa dei dipendenti. Per questo chiediamo al ragioniere Galantini di portare avanti le procedure, avviate due settimane fa, per riaprire il sito produttivo e di adoperarsi per portare carichi di lavoro nel cantiere, siano essi attività di refitting o il tanto atteso 46 metri da allestire. Siamo pronti a difendere ogni azione volta a garantire l’operatività e l’attività del cantiere. Una nuova chiusura rischierebbe di essere il colpo di grazia a qualsiasi speranza di ripresa in tempi rapidi dell’attività produttiva”.
“Dall’altra parte il Comune ha assegnato il piazzale alla Azimut-Benetti perché questa ha garantito che l’insieme di piazzale e darsena è da considerarsi già un cantiere capace di operare e si è impegnata a riassumere i lavoratori. Quindi chiediamo ad Azimut-Benetti di cominciare ad assumere e ad avviare le opere necessarie a rendere operative queste aree. I lavoratori sono stufi di accordi, protocolli e intese che da tre anni costellano senza alcun effetto questa assurda e intricata vicenda. Ora è necessario passare ai fatti: se la procedura crede nel piano proposto con Frey, allora porti il 46 metri a Varazze e continui a mantenere aperto il cantiere. Se Azimut ritiene percorribile la strada intrapresa con l’assegnazione delle concessioni allora avvii le necessarie procedure di assunzione e si accerti che quanto ha scritto riguardo agli ammortizzatori sociali sia effettivamente praticabile” proseguono dall’assemblea sindacale dei cantieri varazzini.
“Martedì 19/02/2013 dalle ore 10 saremo in comune per manifestare alle istituzioni e alla cittadinanza la nostra esasperazione e l’ansia che soluzioni abbozzate e prive di garanzie possano nuovamente naufragare distruggendo ogni speranza di salvare l’ultima industria di Varazze e le decine di posti di lavoro che può garantire” conclusono Rsu e lavoratori.