
Savona. Nonostante l’11% registrato a Quiliano come miglior dato a livello regionale (comune dell’ex sindaco ed esponente di Sel Nicola Isetta), tra gli sconfitti in Liguria e nel savonese in queste elezioni politiche c’è sicuramente Sinistra Ecologia e Libertà, in netto calo nei consensi rispetto alle precedenti tornate elettorali e con un Pd che accusa di “scarso sostegno” avuto proprio dagli alleati della coalizione, in primis proprio il partito di Nichi Vendola.
“Questo non è assolutamente vero, anzi è il contrario, in quanto Sel ha pagato la sua presenza in coalizione con il partito Democratico. Tuttavia non è il caso né il momento di fare polemica, in quanto Sel ha condiviso un percorso con il Pd partito dalle stesse primarie con la volontà di essere una forza di sinistra e riformatrice che portasse cambiamento all’interno del centro sinistra” afferma il coordinatore provinciale Elvio Tarditi, che il giorno dopo il voto commenta così il risultato delle urne: “I consensi di Grillo sono stati certamente inaspettati ed è vero che ha portato via voti a noi come al Pd e alle forze della sinistra, comunque nessun alibi perché bisogna ammettere che siamo andati male e che la coalizione non ha avuto il responso atteso”.
Quanto a possibili ripercussioni sulla giunta di Federico Berruti a Savona, anche in relazione all’ascesa del Movimento Cinque Stelle come primo partito della città della Torretta: “Assolutamente no, in quanto il voto politico è diverso dal voto amministrativo” aggiunge Tarditi. E nonostante i grillini cavalchino la contrarietà ai principali progetti urbanistici o edilizi avanzati in queste settimane: “Noi abbiamo fatto richieste precise per l’urbanistica di questa città, tra l’altro inserite nel programma amministrativo: è chiaro che certe uscite del vice sindaco Di Tullio non ci sono certo piaciute e su questo bisognerà arrivare ad un chiarimento all’interno della maggioranza”.
Infine, sulla linea di Sel post-voto: “Direi no ad un governo assieme alla destra, questa è una ipotesi non percorribile per noi, neppure per poche riforme o legge elettorale…Non farebbe che aumentare i consensi di Grillo all’opposizione…E poi non verrebbe capita anche alla luce del voto espresso ieri e domenica…Meglio un dialogo serio con i grillini che ora rappresentano una forza che ha il diritto-dovere di dire la sua e avanzare proposte. Il nostro distacco da Grillo è sempre stato sul metodo, invece su molti contenuti e linee programmatiche esiste una chiara convergenza” conclude.