
Savona. “Il calcio nel settore giovanile: momento di crescita sportiva, civile e sociale o rischiosa fabbrica di futuri emarginati?”.
Su questo scottante tema di importanza primaria si è recentemente tenuto un incontro di approfondimento, a Genova, presso Palazzo Spinola, lunedì 4 febbraio, cui hanno partecipato personalità di spicco del panorama calcistico regionale e nazionale, nel corso del quale anche il selezionatore tecnico della delegazione provinciale di Savona, Felicino Vaniglia, è stato invitato ad apportare al dibattito il suo contributo di idee.
Questo, in sintesi è il contenuto del suo apprezzato intervento. “L’indicazione, che in piena sintonia con la volontà del Settore Giovanile e Scolastico della Figc e attraverso una fitta e proficua attività di collaborazione e di supporto – ha dichiarato Vaniglia -, si sta cercando di far pervenire a tutti i tecnici operanti sul territorio (ed in particolare a quelli che si occupano delle Scuole Calcio), consiste nell’invitarli a dedicare maggiore attenzione alla tecnica di base, che voglio ricordare è composta dai seguenti sei fondamentali: dominio, calcio, guida e ricezione (stop) della palla, colpo di testa, rimessa laterale”.
“Del resto, come si può facilmente riscontrare – ha proseguito Vaniglia -, è innegabile che ultimamente i criteri di selezione e di composizione delle squadre di calcio moderne siano stati sempre più caratterizzati da un’eccessiva ricerca della ‘fisicità’ e che pertanto occorra ritornare a sviluppare nel giovane calciatore la fantasia, senza soffocare la possibilità di esprimerla e senza rinchiuderla in logoranti schematismi e tatticismi, magari ricreando i presupposti dello spirito originario di questo sport che seppur bellissimo, resta pur sempre (mi rivolgo in special modo ai genitori) un gioco. Non a caso nella Guida tecnica che viene fornita nei corsi di abilitazione e di qualificazione degli allenatori (proprio in Savona si sta svolgendo attualmente il corso Uefa B, a cui partecipano anche oramai affermati operatori dei settori giovanili locali), si richiede di variare, a seconda dell’età evolutiva, il numero dei giocatori e la grandezza del campo da gioco: più palloni un allievo è in grado di toccare,infatti, e più affinerà la sua tecnica individuale, la sua inventiva e motricità”.
“L’obiettivo strategico da perseguire – ha sottolineato – dovrebbe essere quello di ‘ricreare uno spazio di libertà, a misura di ragazzo’, perché troppo spesso, anche sui campetti, si assiste a tentativi di scimmiottare la Serie A, che vengono allestiti più per soddisfare la volontà dei grandi che le effettive esigenze dei piccoli. Una nuova cultura pedagogica deve essere pertanto riaffermata, cercando di travalicare proprio quelli che sono i dettami della società attuale che viene regolata in genere dalle ferree leggi del mercato, partendo in primis dai tecnici, passando per i dirigenti e, non ultimi, per i genitori. I principi dell’educazione del bambino, crediamo non debbano essere governati esclusivamente dalla cinica logica del successo e del denaro; una logica, questa, che riguarda molto di più gli adulti (che spesso surgono a protagonisti negativi e che non offrono certo un esempio comportamentale da imitare quando danno libero sfogo a quelle sceneggiate a cui dobbiamo assistere sugli spalti) perché ai ragazzi pensiamo interessi soprattutto divertirsi giocando”.
“È il tecnico, dunque, l’apice del già citato triangolo – ha spiegato Vaniglia -; e deve essere suo, sul campo, un corretto approccio educativo che veda il ragazzo come fine e non come mezzo delle ambizioni personali e autoreferenziali. Non può passare nell’indifferenza, ma anzi deve essere giustamente evidenziato, il fatto che, a tale proposito, il Settore Tecnico della Figc, aderendo ai principi ispirativi della ‘Carta del Grassroots Football’ abbia, con un notevole sforzo, varato già dal 2011 (nel Lazio-Roma ed in Toscana-Firenze), con il contributo organizzativo dell’Aiac, due corsi sperimentali per allenatore di giovani calciatori diploma Uefa C, provvedendo così alla formazione di una nuova figura tecnica (vedi art. 25 del Settore Tecnico) alla quale verranno attribuiti importanti compiti e che avrà un’abilitazione valevole per tutti i campionati dei settori giovanili regionali dilettanti e nazionali professionistici sino agli Allievi”.
“Si tratterà in effetti di un vero e proprio maestro di calcio, che tenderà ad avere con l’allievo di turno, un approccio a 360 gradi, creando i presupposti per la costruzione di un buon cittadino, oltre che di un ottimo calciatore. Per portare avanti, in maniera condivisa, questo entusiasmante progetto si dovrà fare ricorso a parole magiche come ‘divertimento, etica e tecnica’, un’alchimia difficile forse da realizzare di questi tempi – ha concluso Vaniglia -, ma che ritengo sia alla portata se si ha veramente a cuore il futuro dei vivai italiani”.