
Vado L. “Oggi firmiamo il terzo accordo di cassa integrazione ordinaria per Bombardier, con un aumento del numero dei lavoratori interessati dai 120 di sei mesi fa agli attuali 175. È necessario fare bilancio perché è chiaro che il lavoro delle carrozze impiega poche persone e da Trenitalia non sono più arrivati ordini. Soprattutto è grave che Bombardier non reagisca alla crisi con l’investimento necessario ad entrare nel mercato dei treni a potenza distribuita per il trasporto regionale”. Lo afferma il segretario Fiom Alberto Lazzari, proprio nel giorno della visita presso lo stabilimento di Vado Ligure del presidente generale della sezione locomotive Ulrich Jochem.
“In ogni caso il ciclo della 464 è concluso, per avere una prospettiva il sito di Vado deve diversificare la produzione verso i treni regionali, diventando un stabilimento in grado i produrre tutta la gamma del materiale rotabile ferroviario. Per di più, il sistema ferroviario italiano ha, nell’immediato, un mercato importante se pensiamo alla sostituzione dei vecchi treni di Trenitalia e delle altre concessionarie” aggiunge Lazzari.
“Per questo Bombardier deve fare quello che hanno fatto Alstom, Ansaldo Breda, Stadler che hanno completato l’omologazione del prodotto e stanno vincendo gare e vendendo treni in Italia, offrendoli con tempi di consegna accettabili. Bombardier, con lo stabilimento di Vado Ligure ha tutte le carte in regole per essere leader anche in questo mercato: ha il prodotto, sono i treni moderni che sono stati omologati e sono in servizio in Francia e Germania, ha le competenze e le maestranze, le stesse che hanno progettato l’Alta velocità e che con la 464 e la Traxx hanno reso il sito di Vado il produttore italiano più affidabile per Trenitalia, deve però aprire il portafogli, investire parte dei lauti guadagni ottenuti dalle settecento E464 vendute in questi anni e produrre e omologare un prototipo del Polis”.
“Questo è ciò che sta chiedendo il sindacato ed e per questo che oggi abbiamo rinnovato a Bombardier la richiesta della presentazione di un piano strategico industriale per i prossimi tre anni, come del resto la Bombardier si era impegnata a fare anche con la Regione Liguria nell’incontro avuto il 9 gennaio scorso con gli assessori allo sviluppo e al lavoro , Guccinelli e Vesco. Ad oggi non abbiamo però avuto alcuna risposta” conclude Lazzari.
Preoccupazione per le sorti dei lavoratori dello stabilimento vadese è stata espressa anche da Gianni Mazziotta della Uilm: “L’azienda ha detto che senza nuove commesse sarà impossibile portare a termine gli investimenti previsti sullo stabilimento vadese e lanciare così la produzione dei nuovi treni a trazione distribuita. Crediamo che sia una posizione sbagliata in quanto Vado Ligure ha un ruolo strategico per il futuro mercato della Bombardier”.
“Ci sono importanti opportunità da sfruttare e non solo rivolgendosi al cliente principale che è Trenitalia. Lo stabilimento vadese non può essere in ritardo rispetto ad altri siti produttivi e per questo auspichiamo l’arrivo di nuove commesse che possano fornire effettive garanzie per il futuro” conclude Mazziotta.
Per il direttore della Bombardier di Vado Ligure, Luigi Corradi: “La situazione è senz’altro difficile così come in altre realtà produttive del territorio. Stiamo affrontando un periodo di cassa integrazione in attesa che possano arrivare nuove commesse che possano ripristinare a pieno regime i carichi di lavoro. A cominciare dalla E464 ma non solo, ci sono opportunità rispetto ad altre lavorazioni: la rimessa a nuovo delle carrozze potrà garantire, intanto, occupazione per il 2013 ed il 2014, pur rimanendo nell’ambito del ricorso agli ammortizzatori sociali. In caso la commessa degli E464 non arrivi (la risposta dovrebbe esserci nel giro di un paio di mesi), vedremo altre iniziative, a cominciare dall’Alta Velocità in Turchia” conclude Corradi.