
Regione. Al voto tra poco più di un mese, il Pd si aspetta di ottenere 400 parlamentari “e se 300 di questi saranno il frutto di un voto libero di un 1 milione e 200 mila persone, sarà una svolta per questo Paese”. E’ il commento del presidente della Regione Claudio Burlando, a margine del tradizionale incontro di inizio anno con il cardinale Angelo Bagnasco.
Anche per i democratici liguri sono i giorni caldi della composizione delle liste, all’indomani delle partecipate primarie in Liguria (oltre 30 mila persone alle urne) e alla vigilia di un’altrettanto calda direzione Pd, che si terrà domani pomeriggio a Genova e da cui dovranno uscire le liste liguri per Camera e Senato.
Ma al quadro ancora in via di composizione mancano i tasselli romani, capolista e esponenti della società civile, ovvero i cosìdetti paracadutati. Lusi, ma anche Melandri, sono spettri che la Liguria ricorderà a Roma. A gettare acqua sul fuoco ci pensa oggi il governatore: “Le regole sono abbastanza chiare – ha sottolineato Burlando – 1 milione e 200 mila persone hanno scelto il grosso dei candidati, un’altra parte verrà scelta a livello nazionale, anche per garantire la presenza di personalità, penso a Grasso o Mucchetti”. “Basta che ci sia equilibrio”, ha detto Burlando, “se si esagerasse non andrebbe bene”.
Ma, ha ricordato Burlando, da sempre fautore delle primarie, se anche su 400 parlamentari auspicati dal Pd, 300 fossero “il frutto di un voto libero di un 1 milione e 200 mila persone, questo rappresenterebbe una svolta per il Paese. Non era mai successo che si votasse per scegliere i parlamentari, un salto di qualità veramente importante”, ha concluso Burlando.