
Albenga. La pioggia caduta copiosamente nel fine settimana ha messo a dura prova i campi di calcio della Liguria. Fatta eccezione per le poche squadre che giocano in impianti che possono contare su un campo in sintetico, le altre formazioni hanno dovuto fare i conti con terreni fangosi, dandosi battaglia tra le pozzanghere.
In Val Bormida la neve ha fatto saltare diverse partite. Sulla costa i fiocchi bianchi non si sono visti, ma acqua ne è caduta parecchia. Sulla maggior parte dei campi si è giocato, con qualche eccezione, come sul Borel di Finale Ligure.
Ad Albenga sì e no. La decisione di giocare o meno una partita è sempre discrezionale, di competenza dell’arbitro di turno. Ieri pomeriggio il Sassello si è presentato all’Annibale Riva affrontando il maltempo per scendere in riviera ma la sua partita contro i bianconeri per la categoria Juniores non è nemmeno cominciata.
Oggi, invece, nel primo pomeriggio, lo scontro al vertice di Terza Categoria tra Bastia e Sanremese è stato disputato, seppur tra il malcontento dei protagonisti che hanno faticato e non poco ad esprimere il proprio gioco. Nel tardo pomeriggio, si è verificata l’ipotesi intermedia, per lo scontro tra San Filippo Neri e Priamar Liguria: partita iniziata, poi sospesa.
Il sole tornerà ad illuminare le giornate e il campo asciugherà, ma l’erba verde e regolare resterà un ricordo lontano. Sul web si scatena la rabbia di chi vive il calcio ad Albenga.
Passino la mancanza delle tribune coperte, una parte del parcheggio inagibile, così come lo è stato a lungo un settore della tribuna. Si può chiudere un occhio per l’incuria dell’impianto, perché è noto che i costi di manutenzione sono tanti e i soldi pochi. Però giocatori e tifosi chiedono almeno un terreno di gioco degno di questo nome.
La questione si protrae da anni. Nel marzo 2010, in campagna elettorale, la candidata del centrodestra Rosalia Guarnieri, poi eletta sindaco, aveva visitato lo stadio evidenziandone “le indecenti condizioni in cui versano gli spogliatoi e i locali di sgombero” e soprattutto “il manto erboso, ridotto oggi a un campo di fango, al punto da rendere irriconoscibili i colori delle casacche delle due squadre”. Considerazioni accompagnate dalle critiche rivolte alla precedente amministrazione, guidata da Antonello Tabbò.
Le elezioni hanno portato al cambio dell’amministrazione comunale, ma al Riva poco è cambiato. Lo stadio, è proprio il caso di dirlo, fa acqua da tutte le parti, per mancanza di adeguata impermeabilizzazione.
Un paio di anni fa, per riportare il campo in condizioni presentabili, c’è voluto l’intervento dei tifosi dell’Albenga che, armati di vanghe e rastrelli, hanno lavorato senza ritorno economico per ripristinare il fondo del Riva. Alla lunga, però, senza una manutenzione costante, il degrado è stato inevitabile. Prima squadra femminile, Juniores, prima squadra maschile e, occasionalmente, Bastia, Pontelungo, San Filippo Neri. I tacchetti hanno battuto il terreno con grande frequenza e ora si è tornati al punto di prima.
E’ dunque comprensibile che gli ultras ingauni sfoghino la propria rabbia, dato che erano stati loro a riportare il campo in buone condizioni. Su Facebook hanno pubblicato un manifesto funebre eloquente. Altrettanto espliciti sono i loro commenti in rete. I sostenitori, inoltre, esternano il proprio malcontento per il fatto che il campo sia usato da tutte le squadre della città.
“Sia ben chiaro il Riva rimarrà così perché mai più nessuno ci metterà le mani per sistemarlo di nuovo, quando poi vengono squadre che hanno il loro campo a distruggerlo” scrive un tifoso bianconero. Gli attacchi principali, però, sono rivolti all’amministrazione comunale. “Non sanno cosa significa avere rispetto per il lavoro altrui. Alle elezioni venite a chiederci i voti…”. Gli ultras dell’Albenga restano in attesa di una riunione che, secondo quanto affermano, il Comune avrebbe promesso loro.
Gli esponenti delle altre società albenganesi sono sulla stessa linea. Andrea Tomatis, presidente del Bastia, sulla pagina Facebook della propria società precisa però che anch’egli ha dato il suo contributo per la conservazione del terreno. “Conosco benissimo tutti i sacrifici che fate – scrive rivolto ai tifosi dell’Albenga – per tenere in buone condizioni il campo, ma purtroppo sono storie vecchie, il Riva non riuscirà mai a superare l’inverno”.
In sostanza, come scrive un’altro tifoso ingauno, rischia di accendersi “una guerra tra poveri”, ossia tra le quattro società calcistiche della città, il tutto “mentre il Comune guarda”. Del resto gli altri impianti, quello di Bastia e il Massabò di Leca, sono ridotti molto peggio ed è comprensibile che tutte le squadre ambiscano a giocare nel vero stadio cittadino.
Domenica prossima toccherà proprio all’Albenga giocare all’Annibale Riva contro il Città di Finale. Il livello della Seconda Categoria non è certo eccelso ed anche per questo motivo il grande pubblico per il calcio ingauno è un ricordo lontano, ma se le condizioni del campo impediscono di esprimere un bel gioco, è ancora più difficile che la gente abbia voglia di tornare allo stadio.