
Andora. Il 2 gennaio scorso era stato arrestato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento e evasione dopo aver trascorso una notte particolarmente movimentata. Claudio Laureri, 42 anni, andorese, che era finito a giudizio per direttissima, stamattina ha scelto di patteggiare ed è stato condannato ad un anno di reclusione.
L’uomo aveva finito per farsi arrestare dopo che, in preda ai fumi dell’alcol, aveva iniziato a vagare in mezzo alla strada costringendo gli automobilisti a fermarsi per evitare di investirlo. Quando le vetture frenavano per scansarlo, Laureri, non contento, gli si scagliava contro colpendole e danneggiandole con calci e pugni. Ragione per cui era stato chiesto l’intervento dei carabinieri del Radiomobile di Alassio: quando il quarantaduenne li ha visti però, anziché calmarsi, ha continuato a dare in escandescenza finendo per aggredire anche loro. I militari a fatica lo avevano immobilizzato e condotto in caserma.
A quel punto gli uomini dell’Arma lo avevano poi accompagnato nella sua casa per fargli attendere agli arresti domiciliari il rito per direttissima. Laureri, non curante della misura di custodia cautelare, qualche ora dopo era però uscito dalla sua abitazione per andare in un locale a bere. La sua fuga non era sfuggita ai carabinieri che lo avevano raggiunto e arrestato nuovamente per evasione. Durante l’udienza di convalida Laureri (difeso dall’avvocato Tito Schivo) era apparso ancora piuttosto “agitato”: aveva inveito nuovamente contro i militari, alzato la voce e negato le accuse.