
Altare. “I fidanzatini di Altare”, così come erano stati ribattezzati Massimo Albertelli, 40 anni, e Eleonora B. (oggi ventenne), scomparsi per tre giorni da casa nel maggio del 2009, avevano occupato per settimane le prime pagine dei giornali tenendo tutti con il fiato sospeso. La loro vicenda, almeno in apparenza si era conclusa con lieto fine, ma aveva avuto conseguenze giudiziarie per Albertelli che si era ritrovato a giudizio con l’accusa di “sottrazione di minore consenziente” (quando si allontanarono da casa infatti la ragazza aveva solo sedici anni).
Questa mattina anche il capitolo “penale” della vicenda si è chiuso in tribunale a Savona: Albertelli è stato infatti condannato a 8 mesi di reclusione (il pm ne aveva chiesti sei) con il rito abbreviato. Il giudice ha anche condannato l’imputato al pagamento di una provvisionale di 15 mila euro alla parte civile (la ragazza e la sua famiglia, assistiti dagli avvocati Amedeo Caratti e Massimo Badella). Il danno integrale dovrà invece essere quantificato in sede civile.
L’accusa di sottrazione di minore nei confronti di Albertelli aveva preso le mosse proprio dopo che i giovani erano tornati a casa: la famiglia della sedicenne aveva infatti deciso di presentare una querelarlo. Da lì era partita un’indagine della Procura che aveva portato al rinvio a giudizio dell’uomo (assistito dall’avvocato Renato Scosceria). Nell’ambito del processo era stata anche eseguita una perizia psichiatrica sull’imputato che aveva accertato per lui uno stato di semi infermità mentale. Proprio tenendo in considerazione il vizio parziale di mente ad Albertelli è stata concessa una diminuzione della pena.
Sui motivi dell’allontamento della coppia, subito dopo la scomparsa, erano state fatte molte ipotesi: dalla fuga d’amore (l’ipotesi che poi si era rivelata esatta) al gesto estremo di due innamorati non capiti dalle famiglie anche per la forte differenza d’età. La ragazza era stata ritrovata a Marsiglia, in stato confusionale, lui invece mentre percorreva a piedi la strada per Altare dopo essere rientrato in treno a Savona.