
Andora. Bocche cucite dagli organi inquirenti sull’inchiesta relativa alla morte di Giovanni Vassallo, il 68enne morto carbonizzato per un incendio scoppiato lunedì notte nella sua casa andorese di via Leopardi.
Sono state secretate le carte sui risultati dell’autopsia sul corpo del 68enne, eseguita dal medico legale Marco Salvi. Secondo quanto trapelato le ferite analizzate sarebbero compatibili con l’ipostesi dell’omicidio, in particolare la profonda ferita al cranio.
Massimo riserbo da parte della Procura e degli investigatori che in queste ore stanno proseguendo a ritmo serrato ulteriori accertamenti investigativi: si attendono anche i riscontri sui resti dell’ascia trovata in mezzo alla gambe del cadavere, senza contare il posizionamento del corpo, che farebbe propendere per una aggressione subita dall’uomo all’interno dell’abitazione.
Dopo la moglie e le due figlie che sono arrivate da Biella (di cui è originaria la famiglia), anche nella giornata di oggi sono proseguiti gli interrogatori. Gli inquirenti stanno setacciando la “nuova vita” intrapresa da Vassallo che non aveva più fatto mistero del suo vero orientamento sessuale: si vestiva spesso da donna e svolgeva una nuova vita lontano dalla famiglia. Al vaglio qualche possibile nuovo incontro, “fatale”, per il 68 enne: è lì che gli investigatori sperano di trovare la soluzione del giallo sulla morte di Luigi Vassallo.