
Liguria. Sarà stata anche una scelta “dolorosa ma inevitabile”, come detto ieri dall’assessore regionale Enrico Vesco, ma gli aumenti delle tariffe dei treni e i tagli al servizio fanno male soprattutto ai pendolari. Che, inevitabilmente, sono sul piede di guerra.
“L’assessore Vesco, non solo ha deciso di tagliare ancora treni (in 3 anni ne sono spariti a decine e fra un po’ in Liguria circoleranno solo auto blu dei politici e trenini Lima sui plastici), ma oltre all’aumento del 3,1% a gennaio, ha messo in calendario un nuovo aumento tariffario a giugno e altri tagli di treni – spiegano i pendolari – Un assessore del Pdci che agisce sulla carne viva di chi usa il treno per lavorare, come e peggio di qualunque tagliatore di welfare thatcheriano, senza alcuna vergogna, senza alcun senso etico, senza alcuna preoccupazione per le ricadute sociali, per i drammi umani che queste decisioni comportano”.
Forti le parole di chi ogni giorno prende il treno per recarsi al lavoro. “La Regione con le tariffe più alte d’Italia, la Regione con il peggiore trasporto pubblico d’Italia. La Regione che rapina a mano armata chi si alza alle 5 del mattino e prende un treno per andare a lavorare. Davvero senza alcuna vergogna”.
I pendolari non ci stanno e ieri il Forum Ligure del Tpl (che raggruppa pendolari, consumatori e ambientalisti) si è duramente schierato contro qualsiasi riduzione del servizio e contro qualsiasi aumento tariffario.