
Del tutto inattese e provenienti dalle coste di tutta Italia, questa mattina a Roma le donne delle imprese balneari, riunite nel gruppo le “Donne d’a-Mare”, hanno organizzato un sit-in di protesta davanti a Montecitorio.
“Abbiamo agito in rappresentanza delle migliaia di donne che vedono seriamente a rischio la loro azienda e il loro posto di lavoro a seguito dell’errata applicazione della direttiva Bolkenstein” hanno spiegato le portavoce del gruppo.
Al sit-in, pacifico per sua natura, poichè ad esso hanno partecipato non solo donne ma anche bambini, erano presenti anche Barbara Palombelli Rutelli, la senatrice Manuela Granaiola il senatore Massimo Baldini ed il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza, sempre a fianco dei balneari.
“Abbiamo sentito la necessità di scendere in piazza a protestare, per denunciare la violenza che il Governo italiano sta perpetrando nei nostri confronti, togliendoci il lavoro e la nostra dignità di donne e di madri – dichiarano Bettina Bolla e Alessia Cepollina, organizzatricii dell’evento -. Il Governo, con la sua inattività, è anche causa indiretta della campagna mediatica portata avanti contro la nostra categoria. Se avesse regolamentato il settore andando in Europa e chiedendo la deroga alla Bolkestein per le concessioni demaniali, non ci sarebbe neanche il rischio di incorrere in nessun procedimento di infrazione, cosa che i giornali danno erroneamente già per certa”.
“Il Governo italiano – proseguono – deve salvaguardare i beni primari del lavoro e trovare la giusta soluzione per noi (il no alle aste), per le nostre famiglie e per i nostri figli, se non lo farà, vorrà dire che è uno stato che non tutela i ‘soggetti deboli’ e quindi uno stato non più ideale per crescere nel miglior modo possibile le nuove generazioni”.
“Ho ritenuto doveroso essere oggi a fianco delle donne che lavorano nel mondo balneare e che manifestano pacificamente per difendere il proprio lavoro, quello dei propri figli e dei propri mariti – ha dichiarato il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza -. Il futuro delle 30000 imprese balneari italiane sarà al centro della prossima campagna elettorale perché cinque anni di proroga concessi dal governo Monti non sono, e non possono essere, la risposta a coloro che pretendono giustamente di vedere rispettati i propri diritti”.
“Cinque anni – ha concluso – possono essere solo il tempo necessario al prossimo Governo per risolvere, definitivamente, le criticità legate all’applicazione di una direttiva che non tiene conto della specificità italiana”.