
Regione. Il gruppo regionale di Sel prosegue il suo impegno a favore dei diabetici e pone l’attenzione sulla scelta di alcune Asl liguri di ridurre l’erogazione mensile di materiale per l’automonitoraggio della glicemia presentando a gennaio una interpellanza su questo tema delicato e di vitale importanza. Il capogruppo Rossi ed il consigliere Quaini, anche in qualità di presidente della commissione sanità, “ritengono errato ricorrere ad una riduzione del monitoraggio quotidiano della glicemia quale fonte di risparmio. Si tratta infatti di una patologia, il diabete, che riguarda ottantamila liguri, per i quali la riduzione del numero dei monitoraggi giornalieri (glucostick) di certo non aiuta a perseguire un ottimale controllo della glicemia, infatti nel caso dei malati insulinodipendenti è consolidato da tutte le linee guida internazionali che quattro controlli al giorno sono necessari per prevenire iper o ipoglicemia, trattandosi di una situazione che, anche con quattro misurazioni quotidiane, può comunque sfuggire al controllo ottimale”.
“Pertanto tale scelta – proseguono – deve essere rivista e vanno sicuramente garantiti più monitoraggi in quanto l’unica terapia e prevenzione adeguata in questa patologia è il mantenimento di un adeguato range glicemico. A tal proposito riteniamo che un passo avanti sia inoltre necessario per ciò che concerne la rete diabetologia regionale e questo è il motivo che ci ha spinto a portare avanti, in collaborazione coi diabetologi liguri e con l’associazionismo, una proposta di legge che a gennaio illustreremo in conferenza stampa e che poi porteremo all’esame della terza commissione consiliare in modo da attuare una serie di passaggi con tutti i soggetti scientifici e del volontariato che si occupano del pianeta diabete”.
“Nella legge su prevenzione e cura del diabete, assente ad oggi in Liguria, abbiamo focalizzato la nostra attenzione su diabete giovanile, per cui proporremo che il Gaslini istituisca un centro dedicato, così come riteniamo indispensabile configurare anche una rete importante regionale per il trattamento di complicanze complesse quali il piede diabetico, solo per citare una delle numerose conseguenze della patologia. Una cronicità così importante va affrontata creando una forte sinergia tra medici di medicina generale, specialisti del territorio ed ospedalieri per migliorare la qualità dell’assistenza soprattutto in tempi di dura crisi economica per evitare che il disagio sociale e la malnutrizione di fasce crescenti della popolazione, possano essere un killer vero e proprio se abbinato ad una prevenzione e monitoraggio meno efficace” concludono.