
Savona. “Un primo Comitato emozionante…”. Queste le parole del neo presidente dell’Autorità portuale savonese Gianluigi Miazza che questa mattina ha presieduto Comitato portuale per la prima volta. Sono state rinnovate le licenze agli operatori del porto già presenti nel 2012, con la scadenza delle concessioni demaniali a fine dicembre, oltre all’ok per la Depositi Costieri nella realizzazione di quattro nuovi serbatoi per lo stoccaggio di oli vegetali non energetici, con un investimento complessivo di un mln di euro: l’incremento per lo scalo savonese sarà di circa 20-25 mila tonnellate di merci movimentate.
“La notizia più confortante di un 2012 che ha rivelato luci e ombre nel bilancio dei traffici (il dato ancora provvisorio attesta il calo dei traffici totali tra il 9-10%)” sottolinea ancora Miazza.
Ma il Comitato ha anche dato via libera sulla costituzione in giudizio al Consiglio di Stato in merito al ricorso presentato sui dragaggi da parte del Comune di Vado Ligure. “Ci costituiremo in giudizio con i nostri legali interni (Erica Podestà e Monica Bonifacino), quindi seguiremo l’iter della giustizia amministrativa, consapevoli che già il Tar ci ha dato ragione sui dragaggi. Per la Maersk nei prossimi sei mesi sono previsti lavori di consolidamento e qualche opera accessoria che darà una accelerazione anche visiva alla realizzazione dell’intervento sulla rada di Vado Ligure. La parte dei finanziamenti è stata tutto decretata, quindi i finanziamenti sono certi” conclude il presidente Miazza.
Una novità ha chiuso i lavori del Comitato e riguarda le modalità di recapito delle memorie illustrative e delle proposte di deliberazione: dalla prossima convocazione, a gennaio, saranno inviate via e-mail ai membri partecipanti al Comitato. In epoca di spending review e soprattutto per velocizzare l’inoltro dei documenti, tutti d’accordo a scegliere la via informatica.
A fine seduta, i sindacati hanno invece ribadito la “forte preoccupazione per l’atteggiamento del Ministero dei Trasporti relativamente ai tagli economici previsti per i dipendenti; inoltre il pericolo di veder fallire la pace sociale nei porti raggiunta con grande fatica negli anni passati e il conseguente inasprimento delle tensioni sociali per altro già presenti in questo difficile momento”.