
Savona. “Sel ha da tempo denunciato il pericolo di una politica economica di stampo apertamente e palesemente liberista e monetarista ed è questo il motivo principale per cui ritiene non più perseguibile la cosiddetta “agenda Monti”. E’ necessario perseguire una politica economica nuova volta a favorire uno sviluppo sostenibile ed una crescita occupazionale di qualità, anche superando il tabù europeo del pareggio di bilancio, inteso come fine e non come mezzo. Nella nostra provincia le conseguenze della crisi si sono manifestate in forme più gravi che altrove, per l’assenza di una programmazione e di una corretta previsione delle conseguenze da parte dell’istituzione provinciale, forse anch’essa abbagliata dai “ristoranti pieni” e per la delicatezza del tessuto produttivo provinciale, che ancora non ha saputo trovare una sua precisa vocazione dopo la crisi della grande industria”. Così la segreteria provinciale di Sel commenta i pesanti dati sulla crisi economica nel savonese con alti livelli di disoccupazione.
“E’ indispensabile che le istituzioni si facciano carico di questa situazione per garantire al territorio tranquillità economica e sociale e speranza ai giovani che oggi, sempre più, pagano i costi di una crisi che viene da lontano e che, per essere superata, ha necessità di scelte innovative e coraggiose e non di slogan elettoralistici come quelli che, di nuovo, si stanno sprecando in queste ore” conclude Sel.