
Mioglia. Una vera e propria banda organizzata per i furti all’interno delle abitazioni è stata scoperta dai carabinieri di Pontinvrea intervenuti, in seguito a segnalazione anonima, nei pressi di un’abitazione nella periferia di Mioglia.
Sul posto si trovavano tre uomini, due già penetrati all’interno dell’abitazione, che presentava la porta sfondata, presumibilmente da calci, il terzo invece all’esterno, a bordo di un furgone Citroen tipo Ducato. I militari sono prontamente entrati nella casa, bloccando subito i due uomini che hanno dapprima tentato di nascondersi all’interno, e poi fermando il terzo, a bordo del furgone che, a causa della velocità con cui è stato eseguito l’intervento, non ha neppure tentato di fuggire.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Cairo Montenotte, che hanno fornito indispensabile ausilio ai colleghi collaborando alle successive fasi delle attività. Il proprietario dell’abitazione, successivamente rintracciato mentre era fuori zona, ha poi sporto denuncia alle autorità per il fatto avvenuto.
In manette sono finiti due italiani, V.G., 37 anni, e F.A. 55 anni (il proprietario del furgone), e di un cittadino di origine marocchina, L.M. (36 anni), tutti abitanti a Bra (CN). Verranno trattenuti presso le camere di sicurezza delle Compagnie Carabinieri di Cairo Montenotte e Savona, a disposizione del procuratore della Repubblica Chiara Maria Paolucci, che ha assunto la direzione delle indagini, in attesa del processo per direttissima previsto per la mattinata di domani presso il Tribunale di Savona. Il furgone utilizzato è stato posto sotto sequestro, così come un coltello trovato in possesso ad uno dei tre.
“Si tratta di un risultato considerato estremamente positivo nel contesto delle attività di contrasto al fenomeno dei furti in abitazione messe in atto dai Carabinieri della Compagnia di Cairo Montenotte, favorito dall’aumento generalizzato delle pattuglie di vigilanza intrapreso proprio ultimamente. Prossimamente la posizione dei tre uomini verrà considerata anche per fare emergere eventuali responsabilità in altri reati simili commessi in passato nella Val D’Erro e nella Val Bormida” sottolinea il Capitano Luca Baldi.