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Politica

Sanità, Conferenza dei sindaci: ecco le osservazioni degli amministratori valbormidesi

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Sanità, Conferenza dei sindaci: ecco le osservazioni degli amministratori valbormidesi
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Millesimo. Si è tenuta ieri a Savona la conferenza dei sindaci provinciale che ha affrontato nuovamente l’analisi del piano regionale di riorganizzazione sanitaria. Dopo che l’assessore alla salute regionale Claudio Montaldo ha illustrato il piano nella stessa assemblea provinciale, il sindaci della Valbormida, che avevano già congiuntamente deliberato il respingimento dei tagli al comparto sanità nella seduta dei consigli comunali congiunti di tutti i comuni valbormidesi tenutasi a Cairo Montenotte il 22 settembre scorso, hanno predisposto le loro osservazioni critiche al piano regionale di riorganizzazione dei servizi sanitari che sono state recepite integralmente dalla conferenza provinciale.

Infatti, nella riunione dei sindaci del distretto sociosanitario “Delle Bormide” in cui è stato votato all’unanimità il documento di osservazioni ed integrazioni predisposto dal sindaco di Millesimo Mauro Righello, si sono articolate nel documento, le osservazioni e richieste di integrazioni per i servizi sanitari valbormidesi che prendono spunto proprio dal documento che Righello in veste di consigliere provinciale aveva portato all’attenzione del consiglio provinciale e votato all’unanimità.

Sono forti le preoccupazioni che vengono espresse per la tenuta dei servizi sanitari e sociali per il territorio dell’entroterra, molto particolare per orografia, condizioni climatiche, composizione sociale e distanza dai centri dei presidi ospedalieri maggiori ed ubicati sulla costa. I sindaci, con il documento, richiedono alla Regione di aprire un confronto franco, serio e responsabile, che visti i tempi di applicazione della manovra estiva dettata dal governo nazionale con la spending review non è stato possibile attuare totalmente per defire al meglio i servizi sanitari in valbormida che partendo dall’ospedale debbono integrsi con il territorio ed i servizi sociali.

La definizione usata da Righello è “Patto per la salute dei cittadini” articolata su tre assi: rete del soccorso e della salvaguardia della vita, rete ospedaliera e rete dei servizi territoriali. Di seguito il documento redatto dai sindaci valbormidesi:

Rete del soccorso e della salvaguardia della vita: Pronto Soccorso, “118”, automedicali, servizio di elisoccorso, rete delle pubbliche assistenze, in grado, su tutto il territorio, a partire da quello con una morfologia ed un clima particolare come l’entroterra, di soccorrere efficacemente e prontamente il cittadino con patologia emergenziale o a rischio della vita. Occorre strutturare questa rete in modo da garantire sia la sicurezza reale al cittadino, sia la percezione diffusa che non vi sono elementi di criticità rispetto alla salvaguardia della vita.

Rete ospedaliera:
Ciò che i cittadini – giustamente- richiedono sono presidi ospedalieri in grado di dare risposte rapide, certe -vedi tempi di attesa- ed efficaci. L’elemento centrale per il cittadino è che tali strutture sappiano dare soluzione al bisogno di salute in tempi certi e compatibili con le patologie. In buona sostanza, ciascuno cittadino può certo preventivare di recarsi dove occorre per una visita specialistica o un intervento ospedaliero programmato, se viene garantita rapidità ed efficienza dal sistema pubblico. In tal senso una giusta definizione delle vocazioni dei presidi ospedalieri del savonese viene sentita come necessità, a partire dai presidi ospedalieri “di frontiera” come quello di Cairo Montenotte. Il depotenziamento della struttura ospedaliera Valbormidese è già stata attuata con i provvedimenti assunti mentre, per i servizi territoriali che hanno il compito si supplire alle esigenze, manca ancora una vera e propria attuazione e risorse certe per la messa a regime. Su entrambe le tematiche i Sindaci dei Comuni della Valle Bormida e gli Amministratori Locali esprimono forte preoccupazione e palesano la necessità di valutare realmente le possibilità di garantire i livelli di assistenza sanitaria prevista dalle vigenti normative.

Rete dei servizi territoriali: Questo capitolo, spesso considerato marginale nel sistema ha un importanza vitale. Garantire, questo sì sul territorio, ad una popolazione sempre più anziana, un sistema di servizi territoriali (sanitari e sociali) che possa fare prevenzione, che non costringa il paziente ad una mobilità territoriale per una semplice visita. Il coinvolgimento e l’incentivo ai medici di famiglia – in particolar modo dove essi sono organizzati in MMG – Medicine di Gruppo – e Centri salute garantirebbe al sistema pubblico la possibilità di effettuare visite cicliche, anche di natura specialistica, presso i presidi territoriali senza percorrere distanze chilometriche inaccettabili. Risulta evidente l’antieconomicità, il costo sociale e la non accettazione da parte del cittadino della mobilità forzata verso i nosocomi, magari per effettuare una visita di routine, quando sarebbe più semplice e vantaggioso non intasare gli ospedali e incentivare gli speciali ad essere presenti nei centri territoriali. Dobbiamo accompagnare a questa rete una garanzia di vita dignitosa ad una popolazione anziana attraverso strutture come la case di riposo e le residenze sanitarie riabilitative e naturalmente supporto strutturale a chi è colpito da patologie invalidanti.

Risultano evidenti alla responsabilità degli Amministratori Locali le difficoltà che l’intero sistema, a partire da quello regionale, si trova ad affrontare in mancanza di un generale quadro programmatorio di riferimento presentandosi dinnanzi, nel biennio 2012-2013, una difficilissima sfida che mette a rischio concreto di rottura i sistemi sanitari regionali. E’ certamente condivisibile quanto asserito nel Documento sanitario della Regione Liguria in ordine alla necessità di adottare efficaci misure straordinarie per salvaguardare i livelli di assistenza, in particolar modo per quanto attiene: la riorganizzazione di servizi distrettuali e delle cure primarie finalizzate all’assistenza 24 ore su 24 sul territorio adeguandoli agli standard europei, gli intervenire sugli attuali processi assistenziali territorio/ospedale, evitando il ricorso non appropriato all’ospedalizzazione mediante lo sviluppo dell’assistenza territoriale, garantendo soglie minime nell’erogazione di prestazioni ospedaliere a garanzia della qualità delle stesse. In tal senso, aprire un fase puntuale di confronto con il territorio, potrebbe portare ad implementare e a stabilizzare il sistema territoriale.

Il Documento in materia di riorganizzazione sanitaria della Regione Liguria, non contempla per l’ospedale altro ruolo che la sola gestione delle acuzie (o riacutizzazioni) e dei gesti tecnici più sofisticati o serviti dalla tecnologia pesante. Alla grande parte dei bisogni di prevenzione e cura è previsto che dovrà badare il complesso dei servizi territoriali, configurati modernamente come servizi di comunità, termine che associa valenze non strettamente professionali alle competenze messe in offerta dalle aziende. Viene correttamente posto il tema della continuità assistenziale territoriale tra ospedale e le SCI strutture di cure intermedie tra ospedale e territorio e viene ribadito che diventeranno premianti le dimensioni dell’integrazione e della versatilità. Secondo questa visione il paradigma della qualità non sarà più la prestazione del medico “solista” quanto piuttosto la capacità di gestire con approccio di team le varie vicende cliniche. In ciò superando differenze contrattuali e di categoria in nome di una continuità assistenziale che protegge e garantisce il cittadino nel suo percorso di diagnosi e cura, come peraltro detta il recente decreto del ministro Balduzzi. Occorre su questo terreno aprire un confronto per dare concretezza a tali definizioni con l’apporto fattivo delle MMG Medicine di gruppo e dei Centri Salute. Occorre inoltre, in seno ai provvedimenti che la Regione Liguria sta definendo, chiarire la qualificazione in presidio di primo intervento ospedaliero (P.P.I.) che necessariamente deve disporre di risorse umane e tecnologiche capaci di garantire una risposta agli accessi, stabilizzando il paziente ad alta complessità anche al fine di consentirne il trasporto nel Pronto Soccorso/DEA più appropriato. Inoltre i sindaci della Valbormida che hanno portato le osservazioni nell’assemblea provinciale plenaria, chiedono espressamente la massa a punti di alcuni servizi come la pediatria territoriale e psicologi e neuropsichiatri per i minori.

Redazione
17 Novembre 2012 alle 10:30
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