
Finale L. “La Consulta Ambiente e Disciplina del Territorio” del Comune di Finale Ligure ritiene di non poter valutare la bozza del nuovo progetto di trasformazione delle aree Piaggio in quanto assolutamente carente di documentazione tecnica, progettuale e descrittiva”. Lo afferma in una nota il presidente della Consulta finalese Carlo Decia.
“La Consulta, come premessa, constata come nella stesura della bozza in oggetto non si sia tenuto conto dei pareri precedentemente espressi dall’Ufficio Tecnico del Comune di Finale Ligure e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesistici della Liguria”.
“La Consulta ritiene, comunque, che lo sviluppo futuro del progetto debba tenere assolutamente in debito conto una valutazione urbanistica generale, estesa sull’intero territorio comunale, che preveda la verifica ed il confronto del progetto con i servizi pubblici e sociali già presenti o carenti in città; l’armonizzazione del progetto Piaggio con l’adiacente progetto Ex Cave Ghigliazza; un piano finanziario certificato che tenga conto dell’operazione industriale prevista a Villanova d’Albenga, raffrontata con quella immobiliare a Finale Ligure; la verifica dei nuovi posti di lavoro che si dovranno creare con la realizzazione del nuovo progetto” aggiunge la nota.
Tra gli altri punti citati dalla Consulta: “il dimensionamento e la verifica del Polo Scolastico in funzione del reale fabbisogno dell’utenza programmata dal Comune, nel pieno rispetto degli standard di legge; l’indicazione su quali servizi comunali/pubblici potrebbero essere dislocati nella nuova area per rivitalizzare la stessa per tutto l’anno, rendendola parte integrante della città”.
“Il progetto dovrà inoltre tenere conto del contesto geologico, idrogeologico, idraulico ed ambientale in cui si pone. In particolare dovranno essere approfonditi la bonifica ambientale del sito industriale dismesso, la compatibilità idraulica (la nuova sistemazione non dovrà aggravare la situazione in sponda sinistra), l’interferenza con le falde acquifere e l’approvvigionamento idrico, la messa in sicurezza del retrostante costone roccioso e gli effetti delle mareggiate e delle correnti costiere” conclude il presidente Decia.