
Savona. I renziani savonesi suonano la carica in vista del ballottaggio di domenica 2 dicembre nelle primarie del centro sinistra. Una sfida difficile, considerato i dati a favore di Bersani nel primo turno, tuttavia si punta sulla massima partecipazione e sul voto autonomo degli elettori: l’obiettivo è ribaltare il più possibile il trend di consensi, con il sogno di vincere sul filo di lana.
“Intanto speriamo in una grande affluenza, come domenica scorsa, se non di più, le primarie sono un lancio forte in viste delle politiche e quanto più alta sarà la partecipazione più possibilità ci saranno per Renzi. Certo il gap del primo turno è ampio, ma sono convinto che si possa recuperare. Su chi ha sostenuto gli altri candidati è difficile fare previsioni – con riferimento a Vendola, Puppato e Tabacci che appoggeranno Bersani -. Oggi gli elettori non prendono ordini dai segretari o dai dirigenti di partito…Rimango convinto che con Matteo Renzi ci sia la proposta più forte e innovativa per il centro sinistra in prospettiva di governo” dice il sindaco di Savona Federico Berruti.
“Dico che in queste ore molti elettori di centro sinistra devono fare valutazioni in termini di competitività di candidati, guardando alla prospettiva di vincere le elezioni politiche e governare il Paese, all’insegna del rinnovamento e Renzi ha molte più chance…” aggiunge Berruti.
Quanti ai rapporti nel Pd post primarie: “Se non sono un congresso poco ci manca, visto che si è aperto un ampio confronto nel Pd, che ritengo sia stato salutare: coloro che hanno sostenuto la candidatura di Renzi lo hanno fatto in maniera più diretta e naturale, per affinità reciproca. La stragrande maggioranza della dirigenza sostiene Bersani, ma la loro posizione è più eterogenea ed il confine tra l’area bersaniana e renziana non è poi così definita”.
“I miei rapporti con il partito ora sono buoni, in passato ci sono state fasi di tensioni mentre adesso, anche grazie alla campagna per le primarie, mi sono occupato di più di politica e del partito e sono riuscito, pur nella diversità di opinioni, a consolidare molto rapporti interni al Pd savonese e provinciale” spiega ancora Berruti.
“Non mi risultano polemiche – afferma il sindaco di Savona in merito a presunti malumori con la segreteria regionale e Lorenzo Basso -. Credo che sia un buon segretario regionale, è giovane e capace e ha le caratteristiche giuste per guidare il partito, con una visione innovatrice e moderna della politica. Ritengo che il Pd a livello locale abbia svolto un importante lavoro di rinnovamento, nelle istituzioni ma anche a livello dirigenziale, la sfida è invece cambiare a livello nazionale, partendo proprio dai territori…” conclude il primo cittadino savonese.
Per il coordinamento provinciale dei renziani, così Barbara Pasquali: “Sarà un ballottaggio duro, ma le previsioni non erano neppure di arrivarci, non ci dobbiamo piangere addosso e lottare fino alla fine. I dati sulla città di Savona sono stati in linea con il resto della Liguria, ha prevalso ancora uno zoccolo duro conservatore legato alla dirigenza del Pd e la base ha recepito solo la “rottamazione” di Matteo Renzi e non l’innovazione della sua proposta politica”.
“Per ribaltare il risultato serve di nuovo una grande partecipazione e poi parlare agli elettori di Sel: con Matteo Renzi ci sono somiglianze chiare sui temi come le coppie di fatto, welfare, diritti civili, rispetto ad un messaggio più tradizionale di Bersani”.
Quanto al dibattito sulle regole delle primarie, con diretto riferimento al secondo turno: “Personalmente le considero troppo complesse rispetto ad una grande partecipazione popolare, ma abbiamo accettato di giocare a queste condizioni, quindi…” conclude la Pasquali.