
Albenga. Occorreranno almeno due mesi per portare a termine la bonifica dell’area tra la Opam Oils e la foce del rio Carenda, ad Albenga, dove l’impatto inquinante dello sversamento di gasolio avvenuto nella notte si sta rivelando un’emergenza ambientale. Numerosi gli animali rimasti impregnati di carburante: i volontari dell’Enpa stanno soccorrendo non solo germani reali, ma anche altri volatili, mentre già si registrano le conseguenze nefaste per la fauna ittica. C’è poi particolare apprensione per le tartarughe Emys, le testuggini palustri rare e protette che popolano proprio la zona ingauna.
Gli operatori della Protezione Animali e i vigili del fuoco fanno il possibile per portare in salvo gli esemplari, che vengono trasferiti al centro Enpa savonese e sottoposti ad una laboriosa azione di lavaggio per impedire che il gasolio li avveleni e li faccia letteralmente morire di freddo per la dissoluzione del grasso che rende impermeabili le penne. “Un lavoro immane – spiegano gli animalisti – che vede, come al solito ma in questo momento è inutile recriminare, i volontari dell’associazione affrontare l’emergenza da soli; chi vorrà dare una mano sarà benvenuto, basterà recarsi a Savona presso la sede di via Cavour 48r a Savona”.
Per tutta la notte gli esperti dell’Arpal hanno predisposto e messo in moto la bonifica della zona. All’origine del disastro il furto attuato da una banda di ignoti, che hanno preso di mira la Opam Oils di regione Rapalline. I malviventi hanno rubato un trattore e una cisterna, poi nell’area del deposito di carburante della ditta hanno tentato di sottrarre il gasolio da un serbatoio: la rottura di una valvola ha provocato l’irreparabile. La sostanza inquinante si è sparsa sul piazzale e di lì ha raggiunto il rio Carenda.
Non è ancora quantificabile quanto i ladri siano riusciti ad asportare illegalmente. Il dato certo è che dal serbatoio da 40 mila litri si è innescato un flusso di gasolio che ha intaccato l’equilibrio ambientale della zona. E potrebbero essere dai 5 ai 10 mila i litri dispersi sul territorio. Gli interventi di bonifica, spurgo e pompaggio del combustibile procedono a pieno ritmo, ma per un ripristino dell’area interessata ci vorranno almeno due mesi.