
Cairo. E’ un no secco da parte dei lavoratori di Ferrania alla proposta Cortesi avanzata nell’ultimo incontro all’Unione Industriali di Savona, con la proroga della cassa integrazione fino a dicembre 2012 e una buonuscita finale. La richiesta dei lavoratori è invece la proroga della cassa integrazione per altri sei mesi, anche sulla base delle garanzie fornite dalla Regione Liguria e dall’assessore Vesco. E’ quanto è emerso questo pomeriggio al termine dell’assemblea dei lavoratori di Ferrania, che si sono riuniti dopo l’ennesima fumata grigia arrivata con il recente vertice presso la Confindustria savonese.
“Non accettiamo un mese e poi stop…Se l’azienda andrà avanti per la sua strada con la procedura di mobilità senza un accordo per la cassa integrazione fino a maggio 2013 vedremo le iniziative da intraprendere…” dicono le organizzazioni sindacali.
“Per l’incontro di venerdì auspichiamo una linea diversa da parte della proprietà perché i lavoratori, dopo anni e anni di sacrifici, hanno ancora bisogno di ammortizzatori sociali. E’ chiaro che in un momento come questa la rigidità dell’azienda non aiuta e auspichiamo una azione concreta delle stesse istituzioni”. Non si esclude una possibile mobilitazione: intanto in concomitanza del prossimo incontro presidio dei lavoratori sotto la sede dell’Unione Industriali.
“L’assemblea è stata dura con una discussione molto forte – sottolinea Fulvio Berruti della Filctem Cgil -. La situazione resta delicata e complessa, ma oggi non è più il tempo dei compromessi e dei giochini. Per i lavoratori il recupero di altri sei mesi di cassa integrazione è un fatto di dignità e la Cgil si siederà attorno al tavolo solo se ci saranno le condizioni per definire un percorso che eviti la mobilità: per questo abbiamo ricevuto mandato dall’assemblea di concludere un accordo per la prosecuzione fino a maggio degli ammortizzatori sociali altrimenti sarà firmato un verbale di mancato accordo e l’azienda se ne assumerà le conseguenze” conclude l’esponente sindacale.