Al Signor Sindaco
Comune di Ceriale
Caro Ennio,
con rammarico e delusione ho appreso che a Ceriale, anche quest’anno, la ricorrenza del 4 Novembre 1918 non sarà degnamente celebrata. Mi permetto di ricordarTi che la nostra bella cittadina vanta un antico e importante Monumento ai Caduti sul quale sono segnati i nomi degli “Eroi Cerialesi” morti per la Patria durante la prima e la seconda guerra mondiale e che tale Monumento è stato eretto nella piazza centrale che, guarda il caso, prende proprio il nome di “Piazza della Vittoria”, un tempo denominata “Piazza Re Umberto I”.
La data del 4 Novembre, inoltre, rappresenta la fine della cosiddetta “quarta guerra d’Indipendenza” ossia la tappa finale di un’epopea risorgimentale che portò l’Italia all’unità geografica, quella degli odierni confini per intenderci. La vera e definitiva unità si realizzò proprio in questa data e solo dopo che ci potemmo sentire liberi dallo straniero e ci potemmo sentire una Nazione a tutti gli effetti. Il Popolo Italiano diede buona prova di sé in quel frangente. E’ vero, ci fu anche Caporetto ma fu solo una fase della Storia, poi l’Esercito Italiano si ricompattò e vinse la guerra. I soldati che combatterono durante la prima guerra mondiale provenivano da diverse regioni d’Italia, parlavano dialetti differenti ma avevano un’ idea in comune: scacciare lo straniero oltre il confine. Fu una straordinaria prova di unità quella … ma allora perché non celebrare quella data così gloriosa?
Si dice da più parti che la sua trascuratezza sia dovuta al fatto che oramai quei fatti sono troppo lontani nel tempo e non importi più a nessuno ricordarli, una spiegazione questa poco convincente, a mio avviso, perché come si fa a non ricordare le proprie origini? Si dice anche che in periodo di “recessione economica” sarebbe opportuno evitare “sprechi” anche nell’organizzazioni di questo tipo di eventi comprensibile. Si poteva comunque trovare il modo più sobrio e consono alla situazione! Bastava informarsi! “Volere è potere!”. Oppure la spiegazione va ricercata sul piano delle motivazioni strettamente contestuali a quel periodo e su chi realizzò quell’unità. Essa infatti fu voluta e realizzata dal Re Vittorio Emanuele III (il Re Soldato) che andò a combattere in prima persona quella guerra, e la vinse! Forse è questo il vero motivo per cui non si vuole ricordare quella data? Perché quella data rappresenta una vittoria della Monarchia? Come al solito si preferisce accusare Vittorio Emanuele III di aver contribuito a portare il fascismo al governo (cosa peraltro non veritiera in quanto fu il parlamento che votò la fiducia al fascismo, il Re non poteva che prendere atto della nuova situazione), ma non si vuole riconoscere che fu proprio il Sovrano a ultimare l’Unità d’Italia.
L’Italia, grazie alla guida illuminata di Re Vittorio Emanuele III, aveva vinto la guerra e conquistato gli ultimi territori ancora sotto la dominazione straniera. Si compiva così l’Unità Nazionale, realizzata da Casa Savoia attraverso secoli di guerre e di conquiste, unità territoriale, ma soprattutto morale, poiché tutti gli Italiani, senza distinzione di parte o di origine, si erano trovati concordi nell’affrontare i pericoli ed i disagi della guerra. La Repubblica Italiana, consapevole dell’importanza della guida di Re Vittorio Emanuele III per la vittoria, ha cercato di snobbare il 4 novembre 1918. Ecco così la vulgata repubblicana considerare la prima guerra mondiale un massacro, una “vittoria militare” che portò al fascismo, ad altre guerre, ad altri morti … Tutto falso, solo propaganda!
La realtà, caro Sindaco, è che questo anniversario ci appartiene e fa parte della memoria profonda della Patria. Attraverso un evento traumatico eppure grandioso – appunto questa “Nostra Guerra” – gli Italiani si sono finalmente sentiti uniti, la vittoria trasformò un Paese appena unito in una vera e propria Nazione. Il 4 novembre ha permesso il compimento del Risorgimento nazionale. In quest’ora solenne ricordiamo i Caduti il cui esempio deve guidare gli Italiani. I Caduti non muoiono sui campi di battaglia e non spariscono nei sacrari, ma soltanto quando sono dimenticati! In periodi come quelli che stiamo vivendo contrassegnati da un generalizzato degrado morale e uno scarso attaccamento alla Patria, commemorare il 4 Novembre può rappresentare non solo un insegnamento per i giovani ma anche un deterrente e un monito a quelle spinte separatiste e disfattiste oggi presenti. E’ per questi motivi che la nostra Ceriale ha il dovere civile e storico di celebrare il 4 Novembre! Ancor meglio se questa data un giorno ritornerà ad essere Festa Nazionale perché è festa dell’Italia e degli Italiani.
Con stima e franchezza.
Cav. Fabrizio Marabello
ISTITVTO NAZIONALE PER LA GVARDIA D’ONORE ALLE REALI TOMBE DEL PANTHEON