
Borghetto S.S. Si è chiuso con un patteggiamento a sei mesi di reclusione il processo che vedeva a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio il comandante della polizia municipale di Borghetto Salvatore Montalbano. La sentenza è stata emessa questa mattina dal Collegio dei giudici del tribunale di Savona.
Al comandante dei vigili (all’epoca dirigente degli uffici di Borghetto e Ceriale) veniva contestato di aver annullato, tra il maggio del 2005 e il luglio 2008, 124 contravvenzioni al codice della strada applicando il principio dell’autotutela (che permette di annullare o di revocare atti perché ritenuti privi di fondamento e legittimità). Secondo la Procura però le multe erano tutte regolari e per cancellarle non poteva essere applicata l’autotutela: da qui l’accusa di abuso d’ufficio per Montalbano. Da parte sua il comandante della polizia municipale, assistito dall’avvocato Ferdinando Acqua Barralis, si era sempre difeso affermando di aver agito nell’interesse dell’amministrazione comunale, evitando il rischio di contenziosi destinati – nel caso in cui le contravvenzioni risultassero non motivate – a concludersi con spese e risarcimenti.
Questa mattina l’epilogo della vicenda con il patteggiamento per 97 dei casi “sospetti” contestati. Per i primi ventisette (quelli più datati) infatti è scattata la prescrizione e, di conseguenza, i giudici hanno emesso una sentenza di non luogo a procedere. Il “caso Montalbano” era esploso qualche anno fa in seguito alla presentazione di una serie di esposti “anonimi” presentati in Procura nei quali venivano denunciato alcuni comportamenti non “conformi” (tra cui appunto l’uso “disinvolto” dell’autotutela) da parte di Montalbano. In seguito, per aver scritto quelle lettere, era finito nei guai il commissario Antonio Pianese della polizia municipale di Ceriale (che Montalbano all’epoca dirigeva insieme a quello di Borghetto), che era stato indagato per calunnia. Un procedimento che si era chiuso con un’assoluzione per Pianese nel dicembre scorso.