
Senatori di diverse forze politiche (tra le quali Pdl, Udc, Pri, Fli, Io sud ed altre) hanno presentato un emendamento al decreto Sviluppo, primo firmatario il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che prevede la proroga delle attuali concessioni balneari di 30 anni (la scadenza delle attuali concessioni non avverrebbe quindi il 31 dicembre 2015 ma nel 2045) e la revoca della delega al governo per disciplinare la materia.
L’emendamento è stato firmato da esponenti di tutte le maggiori forze politiche parlamentari, tra le quali anche la Lega Nord, con l’eccezione dell’Api, l’Idv e il Pd. “In Spagna è stato approvato un provvedimento che prevede il prolungamento delle concessioni balneari addirittura di 75 anni – spiega il senatore Massimo Baldini – e che ha sanato tutti gli abusi edilizi, cosa che sarebbe impossibile in Italia, senza incorrere in sanzioni da parte dell’Europa, anzi, ricevendone il plauso”.
“Anche in Francia e in Portogallo ci sono alcune normative in contrasto con la direttiva comunitaria – aggiunge il senatore – Perché solo in Italia dovremmo condannare a morte un settore che conta quasi 30 mila imprese e oltre 300 mila lavoratori? Secondo noi firmatari non c’è il pericolo che la Commissione europea, approvando questo emendamento, riapra la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia”.
I sindacati dei balneari ricordano che gli emendamenti sono stati presentati nel provvedimento sulle “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” e riguardano l’articolo 34 contenente diverse proroghe di termini, scadenze e, specificamente, durata di concessioni di beni in materie diverse, “ma tutte indirizzate all’unico scopo di approntare rimedi urgenti per il conseguimento delle finalità del provvedimento legislativo costituite, appunto, dal favorire la crescita e lo sviluppo economico. Riterremmo, pertanto, incomprensibile oltre che grave, l’eventuale dichiarazione di una loro inammissibilità”.
“Ci appelliamo, infine, a tutti i senatori – concludono i balneari – affinché, attraverso l’approvazione delle norme proposte, si dia concreto ed efficace seguito all’odg del 5 maggio 2011 in cui il Senato, all’unanimità, ha manifestato la volontà di tutelare le imprese del settore. E’ ormai tempo che si passi dai voti politici, numerosi e tutti coincidenti, al varo di specifiche norme di tutela come quelle meritoriamente presentate”.