
Si è svolta ieri in VII Commissione Controllo regionale una seduta, richiesta dai consiglieri di minoranza del Pld, Melgrati e Rosso, per approfondire l’ipotesi di vendita da parte di IPS alla Regione della nuova sede per l’Arpal a Savona. La prima richiesta da parte della Filse è stata di 9 milioni di euro, comprensivi di acquisto, ristrutturazione e trasloco.
Dopo l’interrogazione in consiglio regionale promossa dai Consiglieri di minoranza Rosso, Melgrati e Gasco del 12 giugno 2012, dove l’assessore all’ambiente Renata Briano aveva dichiarato che la giunta stava ancora valutando l’alternativa tra la ristrutturazione della vecchia sede e l’acquisto della nuova di Parco Doria, forse in seguito al clamore da noi scatenato sull’importo, oggi ci è stato detto che l’Arpal potrebbe rinunciare a parte della superficie del fabbricato, passando da 9 milioni previsti per l’acquisto a 7 milioni…sempre troppi.
La ristrutturazione della sede attuale, di mq. 1.500, è stata stimata in due milioni e mezzo: anche questo costo ci sembra esorbitante, visto che parliamo di quasi 1.700 euro al metro quadrato, valutazione eccessiva, più vicina alla costruzione ex novo di una casa di lusso che non alla ristrutturazione di uffici, per lussuosi che possano essere, e non è il nostro caso.
Inoltre, una delle motivazioni addotte al trasferimento di sede, e quindi all’acquisto della nuova, è la mancanza di parcheggi, motivazione obiettivamente inconsistente. Altra motivazione per propendere all’acquisto e non alla ristrutturazione della sede attuale sembrerebbe essere il disagio, quantificato in 36 mesi; anche questo non ci sembra una scriminante fondamentale, visto che la ristrutturazione potrebbe essere effettuata per parti, limitando al minimo il disagio.
E allora questa sembrerebbe essere una operazione di “finanza creativa” che la Regione, attraverso l’Arpal, realizza, per finanziare un Ente da se stessa partecipato, e una marchetta verso il Presidente dell’Ips, ex Vicepresidente della passata giunta Burlando, punito dagli elettori del P.D. savonese, anche per la illiberale legge alberghiera che porta il Suo nome, e ri-poltronizzato in una società partecipata con un “signor” stipendio, come spesso accade per i “trombati” del P.D.!
E allora ci chiediamo:
1) dal 2009, data in cui è stato pubblicato il bando per ricercare offerte di immobili su Savona, bando al quale aveva risposto solo I.p.s, a oggi, è cambiato il mondo; possibile che con la crisi che ha colpito il mondo imprenditoriale e quello savonese in particolare, non si possano trovare “location” più convenienti per la Regione??? Non si potrebbe rifare il bando, attualizzandolo?
2) Perché, in un momento particolarmente infelice di contingenza economica, dove a tutti e anche alla politica sono richiesti tagli e sacrifici, e maggior attenzione verso le spese, non decidere di ristrutturare la vecchia sede Arpal di Savona, investendo la differenza tra il costo di ristrutturazione (euro 2.500.000) e il costo dell’acquisto della nuova sede (euro 7.000.000), quindi 4.500.000 (quattro milioni e mezzo di euro) per rimpinguare, per esempio, il capitolo che oggi è azzerato per il contributo agli affitti delle persone in stato di necessità?
3) A chi interessa l’acquisto della proprietà oggi sede dell’Arpal di Savona, che è già stata “valorizzata” dalla Regione con il cambio di destinazione d’uso da servizi a residenziale?
4) A che cifra è stata indicata la valorizzazione e quindi la vendita della attuale sede Arpal di Savona?
Con queste richieste presenteremo una Interrogazione Urgente in Consiglio Regionale, per avere delle risposte dalla parte politica della Giunta, dopo aver sentito in commissione i Dirigenti e funzionari regionali dell’Arpal e il Presidente della società I.P.S., Investimenti Produttivi Savonesi S.p.a.
Marco Melgrati e Matteo Rosso
Consiglieri Regionali Gruppo P.d.L.