
Vado L. E’ durata poco più di un’ora e mezza l’illusione di Bruno M., 72enne residente a Noli, che, ieri sera, è fuggito dal luogo dell’incidente che lui stesso aveva provocato sulla via Aurelia, a Vado Ligure, investendo un pedone intento ad attraversare la strada sulle strisce. Un sinistro che ha significato sette giorni di prognosi per la vittima (Carlo Giacchino, 36enne residente a Stella), il quale però è stato in grado non solo di chiamare tempestivamente il 113, ma anche di fornire una descrizione accurata del mezzo-pirata e la targa parziale del veicolo.
Tutto è iniziato alle 21 di ieri sera in centro a Vado Ligure. Carlo attraversa l’Aurelia sulle strisce pedonali e viene raggiunto da una Punto nera che lo travolge: il 36enne fa un balzo in avanti per non finire sotto le ruote e impatta contro il cofano della macchina. L’auto, però, non si ferma e la vittima dell’incidente pensa da sé a chiamare i soccorsi.
La polizia stradale giunge sul posto e raccoglie la testimonianza dell’uomo che descrive la macchina pirata e fornisce i numeri della targa (ma non le due lettere finali). Di qui i controlli sulle banche dati e l’individuazione del proprietario della vettura.
Sono le 22,45 quando gli agenti bussano alla porta del 72enne, a Noli. L’uomo prova in un primo tempo a negare e poi, messo davanti alle proprie repsonsabilità, dice di essere andato via perché, dopo l’impatto, il pedone sarebbe sparito. Ovviamente si tratta di una goffa bugia, nel tentativo di salvarsi. Intanto la macchina incriminata è lì, che campeggia parcheggiata sotto casa, con tanto di danni piuttosto evidenti in zona cofano (rilevati anche nel sopralluogo avvenuto questa mattina).
Alla fine Bruno M. viene indagato a piede libero per fuga dopo incidente e omissione di soccorso, gli viene ritirata la patente e comminata una multa anche per omessa precedenza a pedone su strisce pedonali.