
Savona. I tagli sembrano aver colpito anche la voglia di protestare degli studenti. Questa mattina, infatti, non erano più di duecento gli studenti in piazza Sisto IV, a Savona, pronti a fare un corteo che gli organizzatori, vista la scarsa affluenza, avrebbero anche evitato volentieri.
Un “flop” non annunciato, ma evidente per le strade in cui il gruppo di studenti (più una cinquantina di professori) scompariva nel traffico di città. Ben altra cosa, insomma, rispetto ai cortei anti-Gelmini. Oggi i ragazzi avrebbero dovuto far sentire la propria voce in occasione della mobilitazione nazionale dell’FDS contro in continui tagli a un settore vitale per qualsiasi Paese al mondo.
“Diciamo no all’ennesima politica restrittiva del governo che rifiuta di investire nella scuola pubblica e quindi nel futuro del paese – era stato l’appello degli organizzatori – E’ ora di investire sulla scuola e non di pensare a modificarla con la legge ‘Aprea’, che andrebbe a stravolgere la democrazia studentesca all’interno delle scuole, abolendo di fatto il diritto d’assemblea”.
Un richiamo che, questa mattina, non ha attirato né il Classico né lo Scientifico savonesi e nemmeno ha visto accorrere le scuole della provincia. I pochi che c’erano hanno inviato il propio messaggio personale al ministro Profumo: “Il fatto che sia di Savona significa che qualcosa di buono la nostra scuola lo ‘produce’, ma si sta allinenando un po’ troppo alla politica dei tagli” dice un ragazzo, il cui amico aggiunge: “Questio politici usano i soldi per i loro comodi, mica per noi. Nella mia scuola spesso non abbiamo nemmeno la carta igienica”.