
Liguria. Il rimpasto di giunta in Regione è un problema marginale: ciò che preoccupa Sel è semmai la riorganizzazione della sanità. “Noi continuiamo con linea adottata dal principio di questa legislatura, ossia essere in maggioranza facendo un’analisi nel merito di ogni provvedimento adottato dalla giunta – spiega il capogruppo di Sel, Matteo Rossi – La facoltà del presidente è quella di decidere: è stato così all’inizio e ed così anche oggi. Siamo contenti che un collega come Nicolò Scialfa, che noi apprezziamo molto, sia diventato vice presidente”.
Per quanto riguarda la distribuzione delle deleghe. “Penso che anche questo non sia competenza nostra. Le deleghe erano in campo all’Italia dei Valori e sono rimaste a loro – prosegue Rossi – Come ha sottolineato un quotidiano, il presidente segue sempre la linea di fare meno modifiche possibili, quindi ha deciso di lasciare sempre più o meno la stessa squadra in campo e noi ne prendiamo atto”.
“Non ci preoccupa l’equilibrio di giunta, ma come si sta gestendo la riorganizzazione delle rete sanitaria. Mi fa piacere il tempismo con cui il presidente Burlando dichiara che si provvederà a cercare di finanziare 4 nuovi ospedali, tra cui quello del ponente – spiega ancora il capogruppo regionale – noi lo chiediamo da mesi e avremmo voluto risposte in maggioranza e non sui giornali”.
Detto questo, Rossi prosegue: “Oggi chiederemo al presidente del consiglio se gli ordini del giorno votati hanno una data di scadenza, visto che era il 18 ottobre 2011 quando tutto il consiglio con voto unanime si era espresso a difesa della cardiologia di Pontedecimo e a distanza di un anno viene decisa la chiusura – dichiara – Proporremo eventualmente un ordine del giorno in cui il consiglio si dovrà esprimere sulla chiusura di cardiologia del Gallino”.
“Bisogna garantire la massima dignità per quel che riguarda l’attività del consiglio e i rapporti tra giunta e consiglio – conclude – Oggi mi stupisce si faccia una discussione sul nulla perché sarebbe stato opportuno accelerare e andare in commissione per provare a modificare la delibera di giunta e le proposte del direttori generali”.