
Liguria. Il 16 novembre andrà in scena un nuovo sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico locale. La decisione è arrivata al termine dell’Attivo unitario nazionale dei quadri e delegati degli autoferrotranvieri di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa e Ugl, riunitisi a Chianciano. Al centro dell’incontro le risorse, le regole, il servizio ai cittadini e il contratto di lavoro del trasporto pubblico locale. Poi è arrivata la decisione di dichiarare per il 16 novembre 24 ore di sciopero durante le quali non verranno garantite le fasce di garanzia, ma solo i sevizi essenziali: la manifestazione si terrà a Roma.
“Siamo al nono sciopero generale del settore; non si tratta della classica vertenza per il rinnovo del CCNL o della difesa di interessi di parte – seppur legittima -: non solo dal 2008 i lavoratori del settore non beneficiano di aumenti salariali, ma viene posta anche una questione generale di interessi collettivi legati al servizio pubblico e privato del trasporto locale. Dall’ultimo sciopero del 2 ottobre non abbiamo avuto nessuna risposta dal Governo, il quale scarica il problema alle istituzioni locali e alle aziende” spiega Camillo Costanzo, segretario generale Filt Cgil Liguria.
“Le risorse – prosegue Costanzo – previste sono insufficienti a garantire il servizio ed evidentemente si pensa ad un servizio ridimensionato al quale inevitabilmente dovranno adeguarsi le fasce più deboli della popolazione. Si tratta di una visione miope in quanto investire in questo settore può rivelarsi una strategia anticiclica con un ritorno in termini di produttività che può aiutare il paese ad uscire dalla crisi. Vedi ad esempio il caso di Iribus, con il quale si sarebbe potuto dare una risposta alla domanda crescente derivante dal settore del trasporto pubblico locale”.
“La nostra proposta è definire un nuovo assetto industriale collettivo del trasporto con aggregazioni e unificazione delle 1200 aziende presenti sul territorio nazionale, proposta che deve essere supportata da scelte politiche. Così com’è il sistema implode e non regge più. Sempre più aziende stanno entrando in crisi. La posizione. Asstra e Anav si arrocca sulla conservazione di interessi corporativi”.
“Con la riforma da municipalizzate a SPA si è creata una follia normativa, noi chiediamo regole precise e vincolanti. Cosa che non vogliono le associazioni di categoria mentre sono molto interessate a parlare di esuberi o di scambio tra produttività e salario. Il CCNL serve per il recupero del potere di acquisto delle retribuzioni e il 2 livello di contrattazione può ridistribuire salari legati alla produttività. Il 16 novembre ci auguriamo di ottenere la solidarietà della popolazione anche perché a pagare per un servizio pubblico non all’altezza di un paese civile sarebbero proprio i cittadini” conlcude Camillo Costanzo.