
Provincia. “Esprimo grande soddisfazione perché l’incontro di ieri pomeriggio a Genova ha dimostrato, dopo tante difficoltà affrontate nel corso di questi ultimi due anni, che la tenacia dell’Amministrazione provinciale savonese unitamente al grande lavoro di squadra con la Regione e i Comuni coinvolti hanno prodotto un risultato che si traduce in un passo importante per l’intera area”. Lo ha dichiarato il presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza.
Le risorse assegnate alla Liguria costituite da 27 milioni di euro, cui si aggiungono 4 milioni di economie, saranno destinate ai territori duramente colpiti dagli eventi alluvionali del 2010 e la cui ripartizione prevede circa la metà dello stanziamento destinato interamente alla provincia di Savona.
“Cifre rilevanti – spiega il titolare di Palazzo Nervi – che riusciranno a garantire interventi non solo di ripristino ma anche precauzionali. Parliamo di poco meno di 11 milioni su Varazze che ci daranno la possibilità di mettere in sicurezza soprattutto le strade e le opere in corso, di circa 800 mila euro per Urbe, proporzionati alla copertura dei danni e alla riduzione delle aree di rischio attivo. Per quanto riguarda Sassello abbiamo ottenuto, fino a pochi mesi fa sembrava davvero impossibile, i 150 mila euro per la copertura dei costi del nuovo ponte”.
Inoltre sono stati garantiti i 3,5 milioni di euro assegnati a Murialdo che consentiranno gli interventi sulla viabilità, la messa in sicurezza a monte e a valle e la rimozione delle opere provvisorie e del ponte Bailey.
“Per questo motivo – prosegue il presidente provinciale – ritengo che il risultato ottenuto vada oltre le nostre aspettative. L’alluvione è stato un disastro per il territorio un lutto che ha colpito l’intera Regione, impegnando la comunità e le istituzioni in un continuo prodigarsi per poter quanto prima ricostruire e ricominciare”.
“La collaborazione sempre attiva e proficua con la Regione Liguria ha permesso di procedere sempre con estrema determinazione, tenacia che ha permesso di superare le difficoltà e ottenere oggi il giusto riconoscimento per un territorio profondamente ferito ma mai rassegnato” conclude Vaccarezza.