
Savona. Un interessante confronto fra giovani e pensionati su molti aspetti inerenti il mondo del lavoro si è svolto Venerdì 5 Ottobre presso la Sala Conferenze della Pinacoteca Civica di Savona nel corso dell’incontro “Articolo 35: IL Lavoro. Generazioni a confronto”promosso dagli Assessorati alle Politiche Giovanili e Promozione Sociale, ANPI, Consulta Provinciale Studenti, pensionati sigle sindacali CGIL, CISL e UIL Savona.
Alcuni studenti hanno presentato un documento riassuntivo sul tema “Savona tra scuola e lavoro”, elaborato da un gruppo di ragazzi dell’istituto Boselli-Alberti di Savona, nel quale si riassumono le risposte date da una trentina di loro coetanei ad alcune domande sul tema del lavoro. Il confronto ha toccato alcuni aspetti in particolare inerenti il tema del lavoro: tutela del lavoro, diritti e doveri del lavoratore, formazione al lavoro, forme del lavoro, precarietà e flessibilità, lavoro e immigrazione. L’incontro è stato aperto dagli interventi degli Assessori Di Padova e Sorgini.
L’Assessore di Padova ha sottolineato come per i giovani la percezione del lavoro coincida con la percezione del futuro; il lavoro quindi si qualifica come elemento fondamentale per la realizzazione personale dei giovani. L’Assessore ha sottolineato come i giovani abbiano una visione del mondo del lavoro più disincantata rispetto ai propri genitori, citando a questo proposito alcuni dati tratti da una recente ricerca (vedi intervento Ass. Di Padova, qui allegato).
L’Assessore Sorgini si è soffermata sulla necessità di porre attenzione alle persone che, perdendo il lavoro, perdono anche la dignità e sottolineando come i lavoratori, di qualunque nazionalità, creino valore alla città e al Paese, un valore che va riconosciuto. Alcuni pensionati presentati dalle 3 sigle sindacali aderenti hanno portato testimonianze personali della propria esperienza lavorativa.
Per quanto attiene la tutela del lavoratore, i pensionati hanno espresso amarezza per la situazione attuale e per il futuro dei giovani lavoratori: “Ai nostri tempi il lavoro c’era, a prescindere, e comunque se lo perdevi era più facile ricollocarsi. La società odierna non mette i giovani nella condizione di scegliere quale lavoro svolgere”.
Sul tema della flessibilità è stata portata la testimonianza di un pensionato che nella vita, fin da bambino, ha svolto mille lavori, a seguito delle più disparate esperienze formative: “la cosa importante per me è sempre stata essere autonomo e, anche da adulto, non mi ha mai spaventato cambiare mille lavori”.
Per quanto attiene il tema lavoro e immigrazione, molto interessante è stata la testimonianza di un pensionato di origine sarda residente a Savona dall’età di 5 anni che, ricordando il periodo in cui i flussi migratori erano dal Sud al Nord Italia, ha raccontato : “Savona è una città accogliente. Al nostro arrivo la mia unica difficoltà è stata linguistica, perché parlavo solo sardo, mentre a scuola i miei compagni parlavano italiano. A 16 anni sono diventato falegname, a 22 anni mi sono sposato e ho sempre proseguito il mio lavoro specializzato. Quando siamo emigrati, eravamo 3 fratelli, e poi i miei genitori a Savona hanno messo al mondo altri due figli. Savona è una città in cui ci siamo trovati e ci troviamo molto bene”.
Interessanti anche gli spunti di riflessione espressi da Simone Botta della Consulta Provinciale Studenti Savona, tra gli organizzatori dell’incontro: “In altri Paesi come la Germania e la Gran Bretagna gli studenti delle scuole superiori, durante gli anni scolatici, hanno la possibilità di avvicinarsi al mondo del lavoro e della formazione svolgendo stage e test di accesso alle facoltà ed acquisendo informazioni che in Italia vengono trasmesse solo in sede universitaria. Se anche in Italia ci fossero queste opportunità i giovani sarebbero in grado di coglierle?”. Alcuni ragazzi hanno espresso parere positivo sulle esperienze di stage attivate in Italia da alcune scuole professionali e hanno espresso un desiderio: “Sarebbe bello poter essere flessibili, cioè svolgere più attività lavorative diverse, ma ognuna di esse con le tutele offerte dal lavoro fisso”.
Il Segretario Provinciale Uil Pensionati di Savona, Umberto Firpo ha espresso alcune proposte: “Occorre ripensare le classi sociali, tornare alla produzione vera. Che crea ricchezza non in sé e non per pochi, ma per tutta la comunità. Occorre valorizzare il lavoro manuale e richiamare le nostre origini, ritrovandole nel lavoro, come indicato nella Costiutuzione”.
Il Segretario Generale FNP CISL di Savona Fernando Bonino ha proposto un progetto: “Adottiamo non un solo articolo, ma l’intera Costituzione, che va difesa integralmente nei suoi valori e princìpi. Attenzione poi a non far subire alle persone il peso della flessibilità”.
Gianluigi Bellomi, Segretario Provinciale Spi-Cgil di Savona ha sottolineato: “Il sistema capitalistico continua a dimostrare di non essere in grado di risolvere i problemi del lavoro; parlare di classe non è improprio; occorre fare riscoprire ai giovani l’importanza del lavoro vero, che produce ricchezza tangibile, non quella virtuale che costruisce carta”.
In chiusura di lavori sono state presentate le conclusioni dal coordinatore dell’incontro Stefano Nasi dell’ANPI Savona, tra gli organizzatori dell’iniziativa e soggetto promotore insieme alll’ISREC del Bando 2011/2012 “Adotta un articolo della Costituzione Italiana”, da cui ha preso il via l’incontro.
Nasi ha ricordato l’incontro conclusivo del bando, che si svolgerà il 13 Ottobre presso la Sala Rossa del Palazzo Civico di Savona e vuole essere una festa “non solo per onorare il lavoro e la creatività dei molti partecipanti che hanno arricchito questa edizione ma per ricordare l’importanza e la bellezza della nostra Carta Costituzionale. Nasi ha anche posto in evidenza un atteggiamento comune a molti giovani: “Molti ragazzi pensano: il mondo è così, non cerchiamo di cambiarlo ma cerchiamo piuttosto di infilarci in questo mondo per quanto ci è possibile” ed ha auspicato una partecipazione attiva dei giovani sul fronte della tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori.