
Regione. Per il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando “se il Governo usa il clima contro le Regioni per fare del male ai cittadini fa una mossa veramente ingiusta: un grande Paese non si governa così”. Gli ulteriori tagli alla sanità – “5,3 miliardi, perché l’ultimo miliardo si aggiunge ai 4,3 precedenti”- e la riforma del Titolo V – “fatta senza ascoltare la controparte” – non piacciono al governatore della Liguria.
“All’ottanta per centro penso che la fiscalità il prossimo anno non la tocchiamo” ha comunque aggiunto Burlando. “Sono quasi certo visto l’esito delle operazioni fatte e dei bilanci della sanità di quest’anno. Questa volta siamo salvi. Ma è evidente che c’è un limite. E di fronte alle regioni come il Lazio che hanno accumulato disavanzi paurosi e non subiscono conseguenze cosa possiamo dire? Forse che era meglio non tagliare e non prendersi gli insulti dei cittadini?”.
Per il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando il Governo “non può pensare di risolvere i problemi tagliando continuamente a Comuni, Province e Regioni senza operazioni mirate. Se una Regione ha accumulato 10 miliardi di disavanzo in sanità è li che devi andare a colpire”. “Se invece una Regione ha seguito le norme, si è messa a posto in anticipo come noi che abbiamo appena finito una manovra da 150-160 milioni, un nuovo taglio non dà più margini – ha aggiunto Burlando -. E’ un modo di procedere, in un quadro di risanamento che pure ho condiviso e apprezzato, che non può andare bene. Perché il Paese non cresce e perché vengono meno i presidi essenziali di tenuta democratica e sociale: la sanità, la scuola e i servizi. Su questo punto spero che veramente si rendano conto. Altrimenti – ha detto Burlando – elimini l’Iva, che in realtà è solo dimezzata, diminuisci l’Irpef per i redditi medio bassi ma poi scatterà l’Irpef regionale per sostituire i tagli alla sanità e allora non avremo risolto niente”. “Il Governo si è proposto di dare conti in ordine al Paese ma anche dignità” ha concluso Burlando.