
Varazze. Nella realizzazione delle opere idrauliche di messa in sicurezza delle aste terminali dei torrenti Teiro e Arzocco, a Varazze, è stata inserita la realizzazione della rampa di collegamento tra via Baglietto e via Guastavino.
Sui percorsi amministrativi che hanno condotto alla sua approvazione e alla realizzazione, il consigliere comunale Roberto Calcagno, unitamente a Sel, ha richiesto al sindaco, attraverso una serie di interrogazioni, alcuni chiarimenti.
“Tale rampa – spiega Calcagno – risulta all’oggi essere un accesso stradale il cui maggior fruitore è una società privata che ha realizzato sull’ex campo da bocce dei parcheggi privati. Quel sito nel progetto originario, previsto dalla precedente amministrazione, aveva un’indicazione di uso pubblico in particolare a giardini-bocciofila e la rampa che, era già prevista, permetteva quindi l’accesso a un’area di pubblica utilità”.
“Le interrogazioni a risposta scritta – prosegue il consigliere comunale – sono iniziate il 5 giugno e mi hanno permesso di avere un quadro più preciso della situazione, nonostante il faticoso percorso per accedere agli atti, e di formulare al sindaco ulteriori interrogazioni di cui attendo risposta nella sede più appropriata del consiglio comunale. La rampa presente oggi, che è stata realizzata con finanziamenti pubblici per lavori di sistemazione idraulica e per eventuali ripristini ha destato parecchie perplessità nella città e all’interno della stessa amministrazione”.
“E’ evidente che la rampa non è un semplice ripristino – sottolinea Calcagno -, infatti precedentemente era presente solo un accesso pedonale tramite scale, quindi il sottoscritto chiede al sindaco se ritiene amministrativamente corretto aver finanziato il nuovo accesso viario con soldi destinati a ripristino. In secondo luogo, essendo stata disattesa l’indicazione di utilizzo pubblico dell’area dove attualmente si trovano i parcheggi privati chiedo per quale ragione la ‘rampa’ di accesso a tali parcheggi non è stata posta in carico alla società costruttrice dei parcheggi, principale fruitrice della nuova viabilità”.
“Oltre a questi elementi vi sono altre irregolarità quali ad esempio la distanza della strada in oggetto dalla facciata finestrata di un edificio, che dovrebbe essere di 10 metri mentre risulta essere di appena 3 metri circa – aggiunge Calcagno -. Altro elemento di anomalia procedurale è il fatto che questa ‘rampa’ rappresenta, per il suo carattere di nuovo accesso viario, nella sostanza una variazione al PUC. Tali varianti vanno portate in consiglio comunale e ciò non è avvenuto”.
“Questi sono gli elementi principali delle interrogazioni da me poste – conclude – la cui importanza è relativa ai fatti in oggetto ma anche alle procedure amministrative che hanno caratterizzato gli atti portati avanti da questa amministrazione”.