
Vado L. “Ribadiamo con forza la necessità di una strategia volta ad abbandonare il carbone come combustibile per la produzione di energia elettrica nel nostro territorio”. Questa al premessa scritta nero su bianco in una nota dall’Ordine dei Medici di Savona a commento dell’AIA rilasciata ai gruppi produttivi della centrale di Vado.
“E’ ben ferma l’opinione, suffragata dalla letteratura scientifica, che ad una significativa riduzione dell’inquinamento e del conseguente danno sanitario si possa giungere realisticamente solo sostituendo il carbone con il gas naturale, per il quale esistono già localmente le infrastrutture necessarie – prosegue la nota – Solo in questo modo si potrebbe realizzare un equilibrio fra le necessità di energia e la salvaguardia della salute che l’ Ordine intende tutelare in ogni sede e ad ogni costo”.
Il disco verde della conferenza dei servizi consente di avere più forza nei controlli, una riduzione dell’inquinamento e l’avvio dell’Osservatorio Salute-Ambiente che potrà dare risposte scientifiche a istituzioni e cittadini. Un pacchetto di soluzioni ambientali e il monitoraggio assegnato all’Arpal, oltre alla copertura del carbonile e misurazioni più mirate sulla qualità dell’aria.
Ma l’Ordine dei Medici di Savona osserva: “Non valgono a compensare questa decisione le varie prescrizioni di cui si parla, fra cui un migliore controllo delle emissioni ed un Osservatorio Salute e Ambiente, che potranno al massimo fungere da notaio di danni ambientali e sanitari già ampiamente prevedibili essendo solo la prevenzione primaria la strada maestra e più rispettosa dell’individuo per perseguire la salute dei cittadini”.
“Ricordiamo ancora una volta – evidenziano i medici savonesi dell’Ordine – che negli anni la Comunità Europea ha redatto studi e rapporti in cui si forniscono in dettaglio stime dei danni sanitari ed ambientali che deriveranno dalla realizzazione di insediamenti industriali, da cui si evince che, a parità di energia prodotta, il carbone è sicuramente il combustibile più inquinante e pericoloso per la salute”.
“A questi rapporti – conclude la nota – si deve fare riferimento prima di prendere decisioni con conseguenze senza ritorno” conclude la nota che chiarisce il perché dei “no” dei medici all’ampliamento della centrale vadese”.
“Dal 1992 le emissioni della centrale si sono ridotte del 90%. Ora abbiamo pianificato un progetto di sviluppo industriale della centrale con investimenti complessivi per 1,2 miliardi di euro che ridurrà mediamente di un altro 70% l’impatto emissivo. Il tutto senza un euro di soldi pubblici” ha sottolineato il Ceo di Tirreno Power, Giovanni Gosio.
“Certamente negli ultimi 20 anni l’impatto ambientale delle industrie è sempre più oggetto di miglioramenti e di rigidi controlli e verifiche. Le ricerche epidemiologiche svolte sono tranquillizzanti e questi sono elementi importanti che evidenziano una situazione di normalità – ha detto l’ingegner Gosio – Nelle contestazioni ambientaliste più radicali si tende a considerare solo i dati che fanno comodo e a gridarli accusando tutti o quasi. Noi abbiamo una cultura diversa: rispetto delle regole date, confronto con le istituzioni e responsabilità sociale d’impresa sono le policy che ci guidano perché siamo un’azienda del territorio prima ancora che uno dei più importanti produttori di energia in Italia”.