
Vado Ligure. Domani, lunedì 17 settembre, si terrà la conferenza dei servizi deliberante per l’Autorizzazione Integrata Ambientale ai due gruppi termoelettrici da 320 Megawatt a carbone della centrale Tirreno Power di Vado. L’AIA (condizione richiesta dalla Regione Liguria) è funzionale a consentire l’esercizio dei due gruppi a carbone nel periodo transitorio. Il progetto prevede infatti il loro completo rifacimento nel periodo di dieci di anni.
In sede di conferenza dei servizi saranno presenti a Roma anche i rappresentanti delle due amministrazioni comunali, Vado Ligure e Quiliano, contrarie sia al rilascio dell’AIA sia al progetto da 1,2 miliardi di euro presentato dall’azienda.
In vista di questo appuntamento cruciale, le associazioni no-carbone attaccano la giunta del Comune di Quiliano invocando il conflitto d’interessi. “Può essere stata potenzialmente condizionata in modo diretto o indiretto nella decisione deliberata ieri che determinerà il futuro di decine e decine di migliaia di persone per i prossimi 50 anni – osservano – Dei quattro componenti che hanno deliberato in questi giorni in Comune per il futuro a carbone della nostra Provincia, ben tre hanno interessi diretti nelle attività di Tirreno Power”.
Ambientalisti e associazioni vanno nello specifico: “Si tratta del sindaco Alberto Ferrando, che ha nipoti che lavorano in centrale, del vice sindaco Antonio Tallarico che lavora in centrale, dell’assessore all’ambiente Giammario Satta che il figlio impiegato in centrale. A questi possiamo aggiungere il consigliere Alberto Manzi e l’ex sindaco Nicola Isetta, che lavorano nella centrale”.
“Questi amministratori possono aver deciso serenamente per il bene dei loro amministrati? Oppure c’è un evidente conflitto di interessi che inficia gravemente la scelta compiuta e minaccia quindi il futuro sanitario e ambientale del nostro territorio?” concludono le associazioni anti-carbone.