
Roma. Nove soggetti istituzionali hanno votato sull’AIA ai due gruppi termoelettrici da 320 MW alimentati a carbone nella centrale Tirreno Power. Al tavolo romano i quattro Ministeri di Ambiente, Sviluppo Economico, Sanità, Interni, i Comuni di Vado e Quiliano, Regione Liguria, Provincia di Savona e Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
“Finalmente c’è l’AIA – commentano congiuntamente gli assessori regionali Renzo Guccinelli e Renata Briano – Questa procedura rafforza i poteri degli enti locali e porta il miglioramento ambientale sperato. Se non vengono rispettate le prescrizioni dall’azienda, si riaprirebbe la pratica di Autorizzazione Integrata Ambientale”. Soddisfatto anche l’assessore provinciale Santiago Vacca, in particolare “perché è stato accolto il monitoraggio dei micro-inquinanti”.
Per Luciano Pasquale, presidente della Camera di Commercio savonese, “è un passo in avanti importante per l’investimento dell’azienda ed il progetto di ampliamento. Certamente il passo decisivo sarà solo con l’avvio del cantiere. E’ stato giocato un ruolo importante da parte di Regione e Provincia che hanno espresso una valutazione positiva, confortante la loro azione… I lavori sono attesi da tutti, in particolare per una situazione economica difficile per le imprese ed i lavoratori, quale antidoto alla crisi del Savonese”.
I sindaci di Vado e Quiliano, Attilio Caviglia e Alberto Ferrando, hanno votato a favore su tutti i punti tranne uno, quello sul terzo gruppo: ribadendo così la contrarietà all’esercizio futuro di tre unità a carbone, tanto che il relativo riferimento è stato rimosso dal verbale a fine seduta. Una posizione diversa rispetto agli altri enti coinvolti nella procedura. I Comuni cercano di rimbalzare all’avvenire la questione (l’attuale AIA dura otto anni, la nuova unità da 460 MW entrerà in funzione fra dieci anni), quasi a sbarrare il passo alle intenzioni dell’azienda energetica che, al contrario, non vuole rinunciare ai vantaggi di un investimento da 1,2 miliardi di euro.
L’AIA è funzionale a consentire l’esercizio dei due gruppi a carbone nel periodo transitorio. “Non vogliamo assolutamente la costruzione del terzo gruppo e lo abbiamo confermato – riferisce Caviglia – Non si possono imporre chiusure di impianti, ora, giuridicamente, ma abbiamo posto le basi per perseguire la nostra linea. Abbiamo ottenuto significative garanzie ambientali: il controllo pubblico delle emissioni con finanziamenti ad hoc ad Arpal per aumentare strumentazione e personale, l’esame dei micro-inquinanti e la misurazione di mercurio e diossine, il risparmio di 200 mila metri cubi d’acqua e fra tre anni un ulteriore ridimensionamento delle emissioni del 10%”.
“E ancora – aggiunge il primo cittadino vadese – entro la fine dell’anno la creazione di un osservatorio ambientale coordinato dal Ministero della Salute che svolgerà la Valutazione di Incidenza Sanitaria, la realizzazione della copertura del carbonile entro e non oltre il marzo del 2015, uno studio sugli impatti cumulativi, cioè di tutte le aziende che emettono agenti inquinanti nel comprensorio vadese-quilianese, la riapertura dell’AIA per adeguarla alle modifiche che interverranno con le direttive europee”.
“La nostra posizione è la stessa e l’abbiamo valorizzata – commenta il sindaco quilianese Ferrando – Nonostante siano state accolte alcune nostre richieste, è stato registrato il nostro no al piano industriale dell’azienda. Nel verbale è stata rimossa l’espressione ‘demolizione e ricostruzione’ e quindi l’AIA finisce con l’arresto del secondo dei due gruppi esistenti. Inoltre, primo dei due gruppi che dovrà essere rifatto dovrà essere sottoposto ad una pratica autorizzativa con tutto l’iter che ne consegue”.
“Ci sono aspetti positivi importanti che rendono più cogente il controllo pubblico sull’attività della centrale – conclude Ferrando – Dall’osservatorio ambientale al controllo dei micro-inquinanti, dagli studi cumulativi al monitoraggio delle emissioni con strutturazione ad hoc dell’Arpal. Ricordiamo infine che si tratta di prescrizioni stringenti: nel caso non vengano rispettate, l’AIA decade automaticamente”.
Alcuni componenti dell’associazioni “Uniti per la Salute” sono stati ascoltati dalla commissione prima dell’inizio dei lavori della conferenza dei servizi. “Ribadiamo – fanno sapere dall’associazione – la ferma intenzione di procedere con la massima decisione con la Rete Savonese Fermiamo il Carbone affinché la cittadinanza non sia costretta a subire ancora per molti anni gli effetti inquinanti di impianti che non siano adeguati come legge; oggi ci è stato ribadito il massimo sostegno delle associazioni nazionali Greenpeace, Legambiente e Wwf. La nostra battaglia a difesa dei valori della salute e del rispetto delle leggi continuerà con più determinazione che mai nei riguardi di tutti coloro che risulteranno aver avallato decisioni che riteniamo indifendibili”.